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I coralli

8 Marzo 2019 , Scritto da Laura Nuti Con tag #laura nuti, #miti e leggende

 

 

 

 

Perseo, dopo la trasformazione di Atlante, si rimise ai piedi i sandali alati, appese al fianco la spada con la quale aveva tagliato la testa di Medusa e volò di nuovo nell’aria limpida. Vedeva passare sotto di sé popoli, città, foreste, deserti ... Il mondo era bellissimo, visto dall’alto!

Infine giunse nella terra degli Etiopi; lì Nettuno, dio di tutte le acque, aveva ordinato che Andromeda, la figlia del re, pagasse con la vita l’oltraggio fatto da sua madre alle Nereidi, le belle ninfe del mare.

Perseo, dall’alto, vide la misera fanciulla legata nuda alla roccia, in riva al mare: il vento le agitava i capelli e i suoi grandi occhi erano pieni di lacrime.

Il giovane eroe ne rimase incantato e, per un attimo, si dimenticò di battere le ali che lo tenevano sospeso nel cielo: sbandò, annaspò nell’aria e alla fine si posò su una roccia, vicino alla bella prigioniera.

-  Come ti chiami? - le chiese - Come si chiama questa terra? Perché sei legata così? -

Andromeda taceva: avrebbe voluto coprirsi il volto con le mani; ma era legata, perciò poteva solo piangere e arrossire ... Perseo insisteva con le domande e la fanciulla non voleva che quel giovane dai sandali alati la credesse colpevole di qualche orrendo delitto; perciò, con un filo di voce, gli disse il suo nome e quello della sua terra. Poi cominciò a raccontare:

-  Fu l’amore di mia madre a condurmi alla rovinai Io, per lei, ero la fanciulla più bella del mondo, più bella anche delle ninfe del mare; così andava in giro vantandosi.

 Le Nereidi si offesero terribilmente e pregarono Nettuno di vendicarle … Un drago gigantesco cominciò a seminare morte e distruzione nel nostro regno. Mio padre, disperato, chiese consiglio agli indovini e da tutti ottenne la stessa risposta: l’orribile creatura sarebbe tornata negli abissi del mare, solo dopo avermi divorata! -

-  Ma allora … tu stai aspettando il mostro! E i tuoi genitori dove sono?  - gridò Perseo, incredulo.

La risposta si gela sulle labbra di Andromeda: le onde hanno cominciato a ribollire e in mezzo al mare è apparso il drago, orrendo e minaccioso. Il suo petto copre un gran tratto di acque e si dirige velocemente verso la riva. Andromeda ha ritrovato la voce e ora grida, spaventata.

Ed ecco il giovane dai sandali alati, dirle:

- Non è tempo di piangere! Io sono Perseo, figlio di Giove e di Danae. Ho vinto la Gorgone Medusa e posso volare nel cielo: qualunque fanciulla sarebbe orgogliosa di avermi per marito! Ora, con l'aiuto degli dèi, compirò una nuova, grande impresa, però a un patto: che tu sia mia sposa, se riesco a salvarti! -

Intanto il mostro, facendosi largo fra le onde con l'enorme petto, sta per giungere allo scoglio ... Allora Perseo lega alla cintura la bisaccia che contiene la testa di Medusa; poi, con uno slancio, vola in alto fra le nubi. La sua ombra si disegna sulla superficie del mare e il drago, inferocito, si avventa contro l’immaginario nemico …

È il momento giusto: il giovane eroe piomba dall’alto sulla belva e le trafigge il collo con la lunga spada!  Il mostro vomita sangue, mentre Perseo lo ferisce sul dorso incrostato di conchiglie, sulla testa coperta di squame, sulla coda appuntita ... Infine, un colpo netto, preciso, e la spada micidiale affonda nel cuore della belva!

Perseo guarda le sue mani sporche di sangue e, per lavarle, poggia la testa di Medusa su uno strato di morbidi ramoscelli che coprono la sabbia.

Ed ecco quegli arbusti, ancora freschi e vivi, si induriscono e si tingono di un rosso intenso: sono diventati coralli!

 

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