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signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

L'incenso

29 Gennaio 2019 , Scritto da Laura Nuti Con tag #laura nuti, #miti e leggende

 

 

 

 

La figlia di Minia smise di parlare e di nuovo si sentirono canti e grida giungere dalla strada.

-  La tua storia è bellissima, mia cara - disse il padre, commosso dalla triste sorte di Piramo e Tisbe - Ma ora, ti prego, vai a onorare Bacco, insieme alle tue sorelle. Sento che anche la nostra casa sta per essere colpita dalla sventura! –

- Ma no, padre, non temere: qui siamo al sicuro, niente può farci del male! - risposero sorridendo le fanciulle - Rimani ancora con noi, abbiamo tante storie da raccontarti! Ascolta...

E la seconda figlia cominciò a narrare:

«Un giorno il Sole si innamorò di una bella principessa, di nome Leucotoe. Era così innamorato che, per poterla ammirare più a lungo, sorgeva presto e tardava a tramontare, perciò rendeva più lunghe le sere d’inverno.

Di notte i quattro cavalli del Sole si riposano dalle fatiche della giornata e pascolano nelle terre che si trovano agli estremi confini del mondo. Non si nutrono d’erba, ma d’ambrosia, il meraviglioso cibo degli dèi: chi ne mangia diventa immortale, perciò i cavalli del Sole sono sempre forti e giovani.

Mentre Piroente, Eoo, Etone e Flegetonte brucavano tranquilli il loro cibo divino, il Sole decise di incontrare la dolce Leucotoe ...

La fanciulla, figlia di Orcamo, un re dell’Oriente, era timida e schiva. Le sue compagne pensavano già alle nozze e facevano progetti per il futuro: un bravo marito, la casa, i figli ... Leucotoe, invece, sognava l’amore. Passava il giorno lavorando al telaio e, mentre la spola volava fra un filo e l’altro, anche i pensieri della fanciulla prendevano il volo e la sua mente si riempiva di immagini bellissime e vaghe, che le facevano battere il cuore. Non si era mai innamorata, ma sapeva, sentiva, che questo stava per accadere: colui che attendeva da sempre, era vicino...

Da qualche tempo Leucotoe faceva uno strano sogno: la sua stanza, a un tratto, si riempiva di una luce bellissima, che l’avvolgeva tutta. Si sentiva invadere da un calore meraviglioso e sconosciuto: era la perfetta felicità! Poi quel calore improvvisamente svaniva e la stanza diventava sempre più buia, sempre più fredda, sempre più desolata ... Leucotoe si svegliava piangendo, in preda al terrore.

Una notte aveva raccontato il sogno a sua madre Eurinome, che era accorsa per consolarla.

-  Non temere, figlia mia! - aveva detto la donna, abbracciandola - Tutte le fanciulle, quando pensano all’amore, sono piene di gioia, ma provano anche strani timori ... Non aver paura del futuro e confidati con me: anch’io sono stata giovane, posso capirti! Però, ti prego, non parlare di questo a tuo padre: per lui sei sempre una bambina e non vuole che tu pensi all’amore. Ha paura che qualcuno ti inganni. Farebbe qualunque cosa per difenderti, qualunque cosa!

 La fanciulla, rasserenata dalle parole di sua madre, aveva ripreso a tessere e a sognare.

Anche quella sera Leucotoe sedeva al telaio, al lume della luna, circondata da dodici ancelle; e il Sole, intanto, avvolto in un mantello scuro, si avvicinava alla casa della fanciulla ...

- Come posso restare solo con lei? - pensava il dio - Certo re Orcamo avrà ordinato alle ancelle di non lasciarla neppure un attimo ... È terribilmente geloso e orgoglioso! Come fare? Ecco, ho trovato! Prenderò l’aspetto di Eurinome: chi può sospettare di una madre? -

In un attimo si trasformò; quindi entrò nella stanza e si avvicinò a Leucotoe.

Da vicino, la fanciulla era ancora più bella, più dolce, più gentile ... Il Sole, tremante, la baciò, proprio come una madre può fare con la figlia. I capelli di Leucotoe avevano un profumo meraviglioso ...

-  Nessuno dei fiori che faccio nascere ha questa fragranza! - pensò il dio; poi disse, rivolto alle ancelle:

-  Uscite, vi prego! Ho bisogno di parlare con la mia figliola –

Le ancelle ubbidirono e in un attimo lasciarono la stanza. Per il Sole, quell’attimo fu lungo come un secolo! Appena Leucotoe rimase sola, la strana madre le sussurrò:

- Io sono colui che illumina la Terra, fa crescere il grano, crea le stagioni ... Ma tutto questo non vale il profumo dei tuoi capelli. Ti prego, credimi: sono innamorato di te! -

Per lo spavento, la fanciulla lanciò un grido e lasciò cadere la spola ... La paura la rendeva ancora più candida e bella.

Allora il Sole riprese l’aspetto consueto e si mostrò in tutto il suo splendore; subito i timori di Leucotoe svanirono: colui che aspettava era giunto, finalmente!

- Io ti conosco già – disse la fanciulla - Ti ho visto tante volte nei miei sogni, e ti amo da sempre!

Così, per qualche tempo, nessuno, sulla Terra o nel cielo, fu più felice del Sole e della sua Leucotoe ...

E come tutti gli innamorati, essi si curavano solo del loro amore, senza accorgersi di ciò che accadeva intorno.

Anche Clizia, l’amica più cara di Leucotoe, era da tempo innamorata del Sole, ma lui non l’aveva mai degnata di uno sguardo. Quando lei le confidò il suo segreto, Clizia si senti bruciare di dolore e di gelosia. In un momento di rabbia, andò da Orcamo e gli raccontò che la figlia, di notte, si incontrava col Sole.

- È un dio che si innamora facilmente, quello! - disse Clizia al re - E con la stessa facilità abbandona chi ha conquistato; poi si vanta delle sue imprese con gli dèi e con gli uomini! Ho visto piangere tante fanciulle e anch’io sono stata una sua vittima ... Ora tocca a Leucotoe perdere l’onore e subire l’ennesimo inganno! -

A quelle parole, re Orcamo si sconvolse: la sua unica figlia, la luce dei suoi occhi, insultata e ingannata! Era così fragile e innocente: sarebbe morta di dolore ... Tutti avrebbero riso di lei e del suo sciocco padre, che non aveva saputo difenderla!

- Devo salvarla, a ogni costo! - pensò, fuori di sé dal dolore - Devo nasconderla in un luogo dove il Sole non possa mai più raggiungerla!-

La mente del re cadde preda della follia ... Così chiamò le guardie e ordinò che la figlia fosse seppellita in una fossa profonda e poi coperta da un pesante mucchio di terra!

Tutto accadde in un attimo. Re Orcamo, sguainata la spada, trafisse Eurinome, che cercava di difendere la figlia; le ancelle, sbigottite, si nascosero negli angoli più remoti del palazzo; Leucotoe, mentre le guardie la trascinavano verso la fossa, ebbe solo il tempo di ricordare il suo antico sogno ... Ma fu un attimo: poi il freddo e il buio l’avvolsero per sempre.

Quando il Sole venne a sapere ciò che era accaduto, gridò di dolore, come impazzito: dopo la morte di suo figlio Fetonte, non aveva mai provato una pena così grande! Disperato, il dio trapassò con i raggi il mucchio di terra, raggiunse Leucotoe, l’abbracciò, cercò di riscaldare quel corpo gelido, ma invano: non riuscì a fare niente per strapparla alla morte! Allora cosparse di nettare la terra sotto la quale giaceva la fanciulla e disse, fra le lacrime:

- In questo modo riuscirò a portarti in cielo con me! -

Subito il corpo di Leucotoe, imbevuto di nettare, si discioglie in un liquido odoroso, che bagna la terra; poi, a poco a poco, un arbusto, l’incenso, mette radici e cresce, fino a raggiungere la luce del Sole.

Da allora, nelle cerimonie in onore del dio, i sacerdoti gettano nel fuoco rami d’incenso. Quando il calore della fiamma l’avvolge, l’arbusto ricorda gli abbracci appassionati del Sole e dalle sue ceneri si sprigiona ancora il profumo dei capelli di Leucotoe. Poi quella meravigliosa fragranza sale verso l’Olimpo, in cerca del dio innamorato ...»

 

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