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25 DICEMBRE 1914 LA PARTITA DELLA PACE... PERCHE' NO?

10 Dicembre 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #unasettimanamagica, #storia

 

Di sconosciuto - Internet, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44751219

 

 

Il calcio, lo sport più amato a livello planetario, una semplice palla che rotola, undici assatanati a prenderla a calci, sugli spalti tifosi intensamente appassionati, toccategli tutto ma non la propria squadra del cuore. 

E degli addetti ai lavori che dire? Un esercito di giornalisti, opinionisti, tecnici, consulenti, manager, economisti, oltre svariate figure che non immaginereste mai possano esistere. Mi riferisco al mondo professionistico, perché a livello dilettantistico e giovanile è tutta un altra storia ma, in ogni caso, per questa enorme massa di cuori e anime, il football rimane una stratosferica, immensa e iperbolica passione, che qualche volta va al di là della ragionevolezza.
Qualcuno è naturalmente contrario, altri nauseati, schifati, refrattari, totalmente disinteressati e lontani anni luce dai milioni di allenatori, già siamo tutti allenatori e grandi esperti di tecnica e tattica, con il culmine dell'esaltazione in occasione dei campionati mondiali di questa pratica sportiva.
Vi ho sconvolto? Siete rimasti a bocca aperta? Eppure ho detto cose ovvie, ma c'è una cosa che forse non sapete e che magari vi farà cambiare opinione su quale sia la reale filosofia di questa semplice palla che rotola.
Nel 1914, il 25 dicembre del 1914, è successo un episodio da favola, il giorno di Natale, quel giorno di Natale del 1914, il gioco del calcio fece fermare e dimenticare la guerra.
Nelle trincee delle Fiandre due eserciti, quello inglese e quello tedesco, erano infilati, brutti, sporchi e cattivi, in quelle ghiacciate strisce, scavate nella terra per parare pallottole e granate nemiche. Tirare fuori il naso da quelle buche era estremamente rischioso, la guerra è fatta di schioppettate mortali, mica di complimenti smielati, ma quel giorno successe l'impensabile, l'impossibile, anzi no, mi piace definirla come una magia, breve ma pur sempre una vera magia, perché, nel silenzio della drammatica contesa belligerante, qualcuno iniziò a intonare canti di Natale, sembra abbiano cominciato i tedeschi, e la terra di nessuno, quel pezzo di terra neutrale che divideva le paure in divise avverse, era sgombra dai cadaveri degli ultimi assalti.

Un brillio quasi irreale dalle candele accese dai fanti germani illuminò la momentanea tregua, mentre continuavano a cantare arie musicali di Natale. Gli inglesi, come ipnotizzati, si alzarono scuotendo la paura da dentro le ossa e iniziarono anche loro a cantare la stessa melodia "Stille nacht", allora, quasi ad esorcizzare le proprie paure, stabili compagne di trincea, cominciarono tutti a gridare l'un con l'altro di fermarsi anche solo per un attimo dallo scannarsi come macellai, proprio quel giorno, il giorno di Natale del 1914.

Con una forza uscita da chissà dove, i soldati di entrambe le bandiere lasciarono le trincee, incontrandosi disarmati a metà strada, si abbracciarono fra loro scambiando le poche cose che avevano: sigarette, fotografie, perfino bottoni, cose semplici. Come gesto di distensione, anche del whisky e rum, anche solo un goccio per ridere, fare quello che quasi avevano dimenticato, ridere. Poi qualcuno dalla trincea lanciò una palla fatta di stracci, tutti si fermarono, la guardarono e in un attimo, "magic moment", decisero di sognare. Sembra che un tedesco, forse il più ubriaco, tirò il primo calcio, quello di inizio, e fu allora che cominciò la leggenda, il football aveva unito le genti e fermato la guerra. Senza regole, senza le linee di bordo campo fatte con il gesso, senza maglie colorate, senza pubblico sugli spalti, c'era solo uno sponsor: "la pace". Continuarono a giocare divertendosi fino a che non giunse la notte, una stretta di mano, una pacca sulle spalle e poi ognuno ritornò nel proprio fronte. La cosa non piacque ai superiori perché, logicamente, questa magia avrebbe intaccato il morale e aperto uno spiraglio di luce nelle menti dei soldati, quindi evitarono e impedirono il ripetersi di queste occasioni.

Ma oramai la leggenda era nata, nel corso degli anni, in tempi moderni, sembra che, durante lo svolgersi delle finali, i combattimenti si siano fermati davanti alla tv a colori. Questo non è neanche un brodino caldo di fronte alla tragedia della guerra ma nel Natale del 1914 questo episodio ha comunque dimostrato che, anche grazie ad una semplice palla che rotola, gli uomini possono fermare la propria pazzia distruttiva.

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