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Arte al bar: JACOVITTI "Cocco Bill"

18 Novembre 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #arte, #arte al bar, #vignette e illustrazioni

"Cocco Bill" di Jacovitti e l'omaggio di Walter Fest"Cocco Bill" di Jacovitti e l'omaggio di Walter Fest

"Cocco Bill" di Jacovitti e l'omaggio di Walter Fest

 

 

 

 

 

 

"Ho inventato anche delle espressioni similonomatopeiche diverse da quelle delle strisce americane: gulp, sob, sdeng. Per uno schiaffone io metto: Schiaffffon. Oppure: Cazzotttton." 
Benito Jacovitti

 

Bentornati amici lettori, il colore di stagione è il grigio, piove a dirotto, ma per fortuna la natura ci offre una vasta gamma di tonalità rallegranti, amici lettori della signoradeifiltri, mica penserete che vi lasciamo al buio, eh! Oggi voglio farvi divertire e parleremo di un artista che non aveva le phisique du role, è stato per tutta la sua carriera un giocherellone, però artista vero, un istrione della fantasia ma genio della matita. Non appariva come un autentico artista perché, secondo il luogo comune e la credenza popolare, appartenente a quella categoria sottovalutata, quella dei fumettisti - poiché maggiormente apprezzata dai più giovani e lontana dai riflettori delle luci della ribalta artistica - per poi in realtà scoprire che la loro bravura poteva anche essere superiore a quella degli artisti di grido e di fama. Magari le avessero avute alcuni di loro le mani di certi disegnatori di fumetto, ma non solo la mano, come non parlare di quella dote che faceva dei disegnatori di fumetti degli eclettici autori di storie e personaggi che sono rimasti nella memoria degli appassionati di tutto il mondo? 

Un disegnatore di fumetti è tecnicamente un vero artista che, con le proprie opere, ha il "difetto" di farci sognare e divertire, già perché, a quanto pare, bisogna sognare solo quando si è ragazzini, dopo nisba, si entra nel mondo dei grandi, diventa difficile godere della fantasia, e la sua arte diventa simpaticamente nostalgica. 

Lo so, la sto facendo lunga, Giovanna mi guarda, fra un attimo si farà sentire, Gianni ormai è abituato all'arte, per farlo entrare in atmosfera gli ho prestato un Alan Ford, voi non potete vederlo ma dietro la cassa sta ridendo come un matto, ok, signore e signori, oggi parleremo di Jacovitti
 

"Mi costruivo da solo i giocattoli. Con le forbici, l'ago e il filo costruivo dei pupazzi di stoffa. Facevo i trenini, le casette, le automobiline." — Benito Jacovitti

 

Benito Franco Giuseppe Jacovitti, per tutti semplicemente Jacovitti (Termoli, 9 marzo 1923 – Roma, 3 dicembre 1997), uno dei più importanti fumettisti italiani. Attratto sin da bambino dal mondo dei fumetti giocoforza, perché negli anni '30 un ragazzino mica aveva tutto il ben di Dio che hanno le attuali e recenti generazioni, a quei tempi bisognava lavorare di fantasia e il nostro artista era ben dotato sia di ironia sia di un bel tratto di disegno rapido e caratteristico del fumetto.

Da giovane, magro, esile come un grissino, anzi, come una lisca di pesce che sarà la sua firma, ma da artista dell'illustrazione, un Big Jim dell'ironia e della battuta disegnata a matita. 

Ma voi avete mai visto un disegnatore di quella pasta disegnare? Beh, non sapete che vi siete persi, ora, oggi, anno 2018, tutta la magia di un'immagine è in un click, ma ai suoi tempi un fumettista temperava le matite con un temperino, un disegnatore era un fulmine spassoso dal tratto rapido, matita e china, dita sporche di inchiostro e di grafite, una mente creativa che rideva, il fumettista non ride con la bocca ma con la mente dentro il proprio io.

La mente di un disegnatore di fumetti ride per far ridere e sognare i lettori, nel suo caso, grazie a una fantasia che oggi chiameremo demenziale, realizzava quello che allora sembrava impensabile, non vi stupite, sto saltando la sua biografia, Jacovitti è stato un eccezionale interprete della immaginazione e della satira: salami, pettini, chiodi, vermoni, ossa ficcate a terra, piedi con i piedi, salami con i piedi, tutte cose che non c'entravano assolutamente nulla con il fumetto e con le storie dei suoi personaggi, Dio solo sa che infinito elenco di roba inventava il nostro artista, la sua mente gioiosamente ribelle inventava tutta roba stramba con balloon o senza balloon, tutta roba che però faceva ridere. Perché ridere? Ma perché erano cose assurde, quella pazza genialità che stimolava così tanto la fantasia e il divertimento del lettore.

Ma non erano solo queste le cose che facevano impazzire i lettori, ora provate ad immaginare le pagine dei suoi fumetti totalmente diverse nell'impostazione grafica rispetto alla consuetudine, le strisce e le vignette completamente fuori sincro, per usare un termine cinematografico, personaggi e storie che sviluppavano verso l'alto della pagina, figure in primo piano che non ci azzeccavano niente con la classica metodologia fumettistica, ma che erano un grande segnale di originalità, scaturita dalla visione umoristica e geniale di un grande artista.
 

- Mio padre aveva il suo diario (Katia la cassiera del supermercato.)
 

- Il diario Vitt?
 

- Sì, ma non ricorda più dove lo ha messo.
 

- E' normale, lo avrà dimenticato quando è partito soldato ma, sicuramente, se lo sentite ridere di notte è perché se lo sta sognando!
 

Il diario Vitt ebbe un grande successo giovanile per gli studenti fra gli anni '70 e '80 e divenne così popolare da spingere altre case editrici a seguire le sue orme realizzando articoli inavvicinabili nella fantasia ma simili nel concetto. Jacovitti, oltre che lavorare come illustratore, ha lanciato i suoi personaggi in numerose campagne pubblicitarie passate sull'indimenticabile Carosello.
 

- Ora proverò a farvi sognare il Far West con il suo personaggio forse più celebre, Cocco Bill, che esordì il 28 Marzo del 1957 su un supplemento settimanale del giornale "Il Giorno". Era un cowboy strampalato dalla faccia da buono al servizio della giustizia, sempre pronto alla caccia e alla lotta contro i cattivi, in sella al suo cavallo Trottalemme. Cocco Bill non beve whisky ma camomilla, vuole fare il duro in perfetto stile yankee ma è un timidone perché Osusanna ailoviù spasima per lui che invece la ignora, la sua pistola spara come una bacchetta magica e sempre per magia trasforma la violenza del suo selvaggio West in divertimento..."Mondo pistola!"
 

"Qualcuno brontolò perché, per esempio nelle storie western, c'era qualche ammazzamento. Ma sarà violenza quella in cui il morto fa un paio di capriole, entra nella cassa e cammina per il cimitero con mani e piedi che gli escono dai legni?"
 

(Benito Jacovitti, in un'intervista al Corriere della Sera del 22 novembre 1992)
 

- Ahahahahahah... E' Gianni che sta ancora ridendo con Alan Ford fra le mani... - Ahahahah... a questi nun je ne va bene una! (Gianni.)
 

- Oh, ma che si ride delle sventure altrui? (Peppino il pensionato.)
 

- Ma no, pirla! E' solo un fumetto! (Giovanna la Milanese.)


-Ma perché, non ci siamo tutti messi a ridere quando Gianni ha lavato per sbaglio il pavimento con la Coca Cola e friggeva tutto?(Mario il benzinaio.)
 

- Facciamo così, adesso al posto del caffè servo a tutti della camomilla!(Gianni.)
 

- Ma dai, non prendertela, la vita è tutto un fumetto! (Monica la parrucchiera.)
 

Amici lettori della signoradeifiltri, ci dispiace, voi non potete sentirli, stanno tutti ridendo crepapelle, ebbene sì, la vita è tutto un fumetto e andrebbe affrontata con maggiore ironia, e noi cerchiamo, con le nostre chiacchierate artistiche, anche di colorarla. Ora vi ringraziamo e vi salutiamo, vi aspettiamo al prossimo artista, un grande artista, faremo un bel salto nel passato.

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