Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Mio figlio è un marziano

8 Settembre 2018 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #racconto

 

 

 

 

 

Pensieri per Giulio – Stelle, Soli e Lune è un libro pubblicato da Edit@ Casa Libraria in Taranto e rappresenta il cimento letterario collettivo, dedicato alla poesia, alla narrativa e alla fotografia, in memoria del piccolo Giulio Romano Valentini. Tema del concorso è stata una raccolta di pensieri che narrano la bellezza ma anche le problematicità del mondo dell'infanzia e della disabilità.

 

"In codesto libro" dicono i genitori, "pertanto, è nostra intenzione narrare quella dimensione altra, fatta di vera sofferenza ma anche di reale altruismo, di dolore ma anche di autentica bellezza,  che grazie a nostro figlio e la sua eroica esistenza abbiamo potuto sperimentare...

Ai Mani e al Genio invitto di Giulio Romano, dalla neve di dicembre al sole radiante di marzo!

I genitori Marcella e Luca

 

Questa la pagina Fb dedicata al piccolo Giulio Romano.

 

Ricordiamo che tutto il ricavato sarà devoluto all'ONLUS "Il Porto dei Piccoli", che opera negli ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria di molte città italiane, tra cui il Gaslini di Genova. Chi fosse interessato all'acquisto contatti la nostra redazione che provvederà a girare la richiesta agli autori. 

Da questo libro sono tratti alcuni testi che presenteremo a partire da oggi.

 

 

Cominciamo con "Mio figlio è un marziano" di Franca Poli

 

 

Mi sta fissando da oltre un'ora, ha gli occhi tristi e pieni di lacrime. Non riesco a catturare i pensieri che gli attraversano la mente, ma so per certo che mi ama. Mi accompagna ogni giorno ovunque, a fare ginnastica, dalla logopedista, a lezione di pet terapy, tutte attività che a volte salterei volentieri,  ma lo faccio contento, come togliergli quel sorriso dalle labbra quando mi guarda? "

 

Mio figlio è nato, come tutti gli altri bambini, dopo un'attesa piena di aspettative, i sogni, il nome da scegliere, la cameretta da preparare. Il parto fu lungo e difficile, ma lui si affacciò alla vita con grande forza

, con un coraggio che il medico definì da leone e scampò a quello che pareva essere il destino di una morte precoce. Pochi momenti dopo la nascita gli fu diagnostica un'ipotonia muscolare e da lì iniziò il calvario per la ricerca di una diagnosi precisa che ancora oggi non abbiamo. Lo hanno visitato i migliori medici specialisti, abbiamo soggiornato nelle cliniche più all'avanguardia, lo hanno ispezionato, girato, testato come una cavia da laboratorio senza un risultato preciso. Non hanno stabilito che fosse affetto da una malattia specifica identificata: il bambino “ha un ritardo” questa la sentenza dei medici.

Noi volevamo una cura ad ogni costo, non riuscivamo a credere che sarebbe stato “diverso” e ci illudemmo a lungo che si fossero sbagliati, che sicuramente il nostro piccolo eroe avrebbe stupito tutti coi suoi progressi. Ci vuole del tempo per accettare la realtà, per sopportare che sia toccato a te, ci vuole forza, ci vuole amore e spesso non basta. Noi siamo l'equipaggio di una scialuppa di carta che a volte affonda in un mare di lacrime, stringendo fra le mani una valigia di sogni.

Un anno, quando gli altri bambini si alzano in piedi, il nostro piccolo eroe non riusciva ancora a stare seduto, due anni, quando i bambini ridono, motteggiano, lui sbavava soltanto, senza profferire parola. C'era un tale chiasso dentro di me, urla di disperazione, sentimenti inespressi di rifiuto, di angoscia e di rabbia. Poi piano piano imparai a fare silenzio e provai ad ascoltare il suo silenzio, così iniziai ad accettarlo, a comprenderlo.

Si fa fatica a capire il perché, eppure in quello sguardo assente, votato all'infinito, io, avvicinandomi, coglievo sprazzi di luce, lampi di complice intesa. E quando, convinto che fossero  soltanto mie sensazioni, stavo per lasciare la manina inerme, mi sentivo stringere delicatamente il dito. Furono queste piccole, piccolissime, cose a darmi la forza di andare avanti, di guardare al futuro con lui. Non c'era più ambiguità nel nostro silenzio, ma stupore, conoscenza e speranza.

Ho ridimensionato i miei sogni, mio figlio non sarebbe mai diventato un avvocato, un ingegnere informatico e nemmeno uno spazzino comunale, ma vive e mi guarda, di giorno in giorno si rende partecipe, a modo suo, alla vita, una vita in rodaggio. E sorride sempre, ecco questa è la dote di mio figlio che molti genitori mi invidiano: un sorriso semplice, aperto, inatteso, sincero, buono, da sembrare che sia lui a darmi coraggio per  affrontare la giornata,  accompagnandomi per mano verso l'incerto.

Oggi Riccardo cammina, o meglio si muove, un po' storto con le manine che gli penzolano dai polsi,  trascinando i piedini, farfuglia parole incomprensibili, butta gli occhi al cielo quando vuole qualcosa e sbava in continuazione, ma è una gioia continua averlo con noi, ci allieta con piccoli progressi e ci fa ridere. Sì, ridere liberamente, come non avremmo fatto se da lui ci aspettassimo continue conferme.  Lo accompagno ovunque, ogni giorno, a svolgere tutte le attività che i medici consigliano per aiutarne  lo sviluppo psicofisico. Lui mi sorride, paziente, e a volte ho l'impressione che voglia solo compiacermi.

Mio figlio è un marziano, un giorno aprirà lo scafandro che lo avvolge, che gli inibisce di muoversi con agio sulla terra e volerà libero da dove è venuto, da quel posto speciale che lo ha reso unico.

 

“Papà oggi scrive di me, mi guarda e sorride, non posso dirgli che vorrei essere  migliore di così, che vorrei vederlo sempre felice, che lo amo con tutta la forza di cui sono capace, che sento una luce, un calore dentro che mi aiuta a muovermi ogni volta che lui mi guarda ."

 

Mio figlio è un marziano
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post