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Arte al bar: BANKSY "La Madonna con la pistola" di piazza Gerolomini

13 Settembre 2018 , Scritto da Walter Fest Con tag #walter fest, #pittura, #arte, #arte al bar

"La Madonna con la pistola" di Bansky e l'omaggio di Walter Fest "La Madonna con la pistola" di Bansky e l'omaggio di Walter Fest

"La Madonna con la pistola" di Bansky e l'omaggio di Walter Fest

 

Eccoci, amici della signoradeifiltri, uno dei miglior blog cultural pop, per un nuovo appuntamento artistico di strada. 

Proprio per questo mio modo estemporaneo di parlare di arte on the road, oggi descriveremo l'opera di un artista velato da un alone di mistero, attraverso il quale si è reso celebre come elemento di spicco della street art. 

Vi descriverò la Madonna con la pistola, opera di Bansky, a quanto pare l'unica realizzata in Italia, precisamente a Napoli.
Banksy è un artista dai mille volti perché in realtà non ne ha neanche uno, voglio dire che esiste ma non si vede, eppure appare su muri e luoghi di tutto il mondo, messaggia ad arte e, come un fulmine, spunta fuori come un tweet, come un wuozap, come un msg, lasciando segni e segnali artistici, ma anche spunti di riflessione. Forse la sua forza è proprio quella di non apparire, magari è questo il vero senso dell'arte, quello di non apparire ma di far gioire e riflettere.
Ma oggi tutti sono allo stadio, qualcuno alla sagra della ciliegia, altri a spasso con il cane, Bice e Alice come al solito, a rapporto con i gatti, gli studenti sul muretto e perciò, amici lettori, essendo rimasto solo, parlerò di Banksy con il mio amico barista Gianni, anche perché sia io che lui abbiamo già avuto la fortuna di un incontro del terzo tipo con l'artista.

 

- Gianni, vogliamo raccontare ai nostri lettori come è andata con Banksy l'ultima volta che lo abbiamo incontrato?
 

- Certo, è stata un'occasione unica, talmente unica che nessuno ci crederà.
 

- Vabbè, proviamoci, ho con me la registrazione audio di quell'incontro.
 

- Sentiamola... lo vuoi un caffè al marron glace?
 

- Mmh... non ci sarebbe uno spuntino al panetton?
 

- Ho capito, ti porto tutte e due, dai, inizia che arrivo.
 

Questa è la registrazione audio della diretta effettuata il giorno 16 insieme all'artista Banksy che ci ha fornito il resoconto della realizzazione di questa Madonna con la pistola.


ON AIR
 

- Signore e signori, sto aspettando Banksy, dovrebbe arrivare a momenti, nel nostro ultimo contatto telefonico ci siamo accordati che, per riconoscerci, faremo entrambi come "parola d'ordine" il gesto delle corna e, quando gli ho chiesto perché proprio quello, mi ha risposto che lo aveva imparato a Napoli.

Quì al bar siamo tutti in febbrile attesa, passiamo ai raggi X gli avventori, tutti si muovono ma nessuno alza il braccio per il fatidico gesto. Eccolo, forse è lui, entra un capellone dinoccolato, no prende un gelato. Forse ora è lui, barba, aria da intellettuale, sguardo vanesio, flop, chiede una bomba alla crema con un cappuccino. Questa volta ci siamo, alto, magro, calzoni strappati sporchi di vernice, si siede, accavalla le gambe aprendo un giornale sportivo, disdetta, chiede un panino con la mortadella... è da un'ora che siamo qua, sta tardando all'appuntamento, manco fosse uno di noi. Ma ecco che un signore molto distinto sulla cinquantina, profumato alla francese, giacca e cravatta, scarpe lucide a specchio, ci fissa negli occhi, ci fa le corna e, con estrema sicurezza, si avvicina. Signore e signori Bansky è qui da noi in persona!

- Benvenuto fra di noi, sig. Banksy.

 

- Grazie a voi per avermi invitato.
 

Lo ammetto, è stato un vero colpo di fortuna, mi sono fatto raccomandare da Totonno Squagliarella, un amico napoletano di Gianni il barista.
 

- Signor Banksy, le dispiace se parliamo in romanesco?
 

- Of course, boy, perché no?
 

- Mòrto bene.
 

- Ah, me dispiace, quanno è successo?
 

- Ma cchè!?
 

- E' morto Bene
 

-Ma noo, Banksy, hai capito male, mòrto bene nel senzo dialettale, molto bene, và tutto bene!!!
 

- Vabbè.
 

- Signor Banksy, se potemo dà der "tu"?
 

- Manco me lo devi chiede, ma sbrigamose che devo pjà er treno pè Forcella (noto quartiere di Napoli).
 

- Senti n'pò, ma nun te sei stufato de rimanè nell'anonimato? Nun vai mai sulli giornali, né te vedemo mai n'tv, nun strilli mai ai talk show!
 

- Ma che stai a dìì, me sto a divertì come n'matto, semo io e l'amici mia, giramo er monno, vivemo ner mistero, nisuno ce rompe li...(bip)... semo libberi, capisci er significato, totalmente libberi!
 

- Banksy, ma nun cori er rischio che nisuno te capisce?
 

- Ma che te posso dìì, l'arte è na cosa che dà piacere, poi ognuno la pò capì come je pare.
 

- Banksy, ce racconti come t'è venuta l'idea de diventà n'writer?
 

- Ve la dico n'confidenza, me riccomanno accqua n'bocca!
 

- Tranquillo, saremo come li pesci rossi.
 

- Rossi?
 

- Sarebbe mejo pure n'pò gialli ma lassamo perde.
 

- Vabbè, stateme a sentì come è annata la faccenda, tutto è nato perché m'ero stancato de dipinge, nisuno me pagava, la critica me snobbava, er gallerista nun me telefonava e così pè nun cascà nella malinconia scelsi de cambià vita, ho lassato tele e pennelli e n'cominciato a girà er monno alla ricerca de na bona ispirazione, finché n'ber giorno ho ricevuto l'illuminazione. Me trovavo a spasso pe li vicoli de Napoli quanno, attirato da n'aroma forte, so entrato dentro a na pasticceria. Na bella mora dietro ar banco me fece magnà no babà, poi n'artro e n'artro ancora, 16 alla fine ne mannai giù, poi sempre la bella me disse: "La vulite assaggià nu poco e' pastiera?" Nun l'avessi mai fatto, me ne diede n'chilo e mezzo e pe finì n'bellezza Armando me fece pure tre caffè!!! Escì dar locale che stavo n'estasi, camminai, camminai felice e soddisfatto, e così, n'preda alla felicità, chiesi n'prestito a n'regazzino la bomboletta cò la quale stava a vernicià la bicicletta, pe nun sporcà dar fornaro me feci dà n'cartone, che ad arte ritagliai pè usallo come stencil, ero felice davanti a n'muro bianco de fianco a l'edicola cò la Madonna e er bambinello n'braccio. Su quer muro grezzo arifeci la Madonna a modo mio e fu così che lassai er pennello pe sta nova forma d'arte illuminata dalli lampioni delle strade.

- Banksy, daje, parlace ancora de st'opera fatta sur muro napoletano.

Stateme a sentì, l'arte è na cosa semplice, basta n'muro, n'segno, na sfumatura e poi lassà n'messaggio, l'arte è pe tutti, nisuno escluso, deve esse come l'aria che respiri, l'arte è nella vita stessa e nun ne poi fa a meno, si la levi rimane er nulla, certo devi esse rispettoso, un muro voto lo devi rende bello, nun poi esse 'gnorante e vòrgare. La vedi stà Madonna? E' stato n'segno de dorcezza ar popolo che tutti i giorni passa pe le strade, questa è la filosofia mia, insieme a peace&love ce vole pure la dolcezza, tutto er monno dovrebbe esse dòrce come nu babà. 

Finita l'opera sur muro de Napoli, nisuno se ne accorse, solo na vecchiarella me calò da na finestra n'cestino cò na cordicella e me disse: "Signurè, la vulite na sigaretta?" 
"Veramente preferirei un pò di dolcezza" risposi, allora la vecchiarella calò dei biscotti fatti a mano e mezzo fiasco de vino rosso e da allora diventai n'writer, giro de qua, de là, quanno vedo n'muro voto me pja l'ispirazione e l'arte trova casa n'mezzo alla strada.

 

- Signor Banksy, "Peace & love" va bene, ma allora perché la pistola sopra la testa della Madonna?
 

- Ma allora sei de coccio! La pistola l'ho messa lì proprio n'direzzione de la Madonna, quella vera e venerata dai napoletani, giusto ad indicare la direzzione della fede, cioè er birbante la finisce de esse violento e riprende la giusta via, tutti abbiamo una mamma anche i birbaccioni e chi cjà mamma nun trema nun lo sapevi?
 

- Banksy, mi sembra che er discorzo nun fà una piega. 
 

- Appunto, l'arte e l'amore vincono sulla violenza e sull'ignoranza.
 

E' a questo punto che Banksy interruppe la sua conversazione. Bice e Alice amanti dei gatti, che erano rimaste in ascolto ma noi non ce ne eravamo accorti, esclamarono in coro ..."Sì, però se non se la pianta di disegnare i topi, uno di questi giorni gli sguinzagliamo tutti i nostri gatti ,eh!"
 

Banksy rise come un matto, s'infilò sulle spalle un mantello nero di lamè che non si sa da dove era uscito fuori e, con un "puff", entrò in una nuvoletta bianca che sembrava dipinta a mano, sparendo come un sogno dalla nostra vista, fine della registrazione.
 

- Gianni, che ne dici?
 

- Dico che non te ne sei accorto e hai spinto sul registratore "Reset".
 

- E adesso?
 

- Ti dovrei dire quello che ha risposto la sora Lella a Carlo Verdone, hai cancellato le prove dell'incontro con Banksy e adesso te la pìì n'der cu...
 

- Vabbè, però teniamo sempre la fantasia!!
 

- La fantasia? Boh? Se lo dici tu!
 

- Sai la prossima volta con la fantasia dove ce ne andiamo?
 

- Dove andiamo?
 

- In Giappone....
 

- Ma in Giappone come faremo senza caffè, berremo solo il sakè?
 

- Tranquillo, portati una scorta di fantasia e vedrai che non rimarrai senza il tuo caffè.
 

Amici lettori della signoradeifiltri, preparatevi ad allacciare le cinture di sicurezza della vostra fantasia, la prossima volta andremo ad incontrare una famosissima opera di un grande artista Giapponese. Io e Gianni il barista vi ringraziamo, vi salutiamo e vi aspettiamo per la prossima puntata dell'arte al bar.

«L'opera di Banksy in fondo a Park Street affascina molto mio figlio di cinque anni e ci passiamo davanti quando andiamo a scuola e al ritorno. Ha tante domande, soprattutto che iniziano con la parola 'perché...?' [...] La mia opinione è che l'arte di strada ha la capacità di suscitare una reazione in tutti noi, indipendentemente dall'età.»
 

Paul Goghi

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