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La struttura de Le Metamorfosi di Ovidio

3 Settembre 2018 , Scritto da Laura Nuti Con tag #laura nuti, #miti e leggende

 

 

 

 

Chi legge le Metamorfosi ha l'impressione di trovarsi di fron­te a un'opera molto varia, ma anche profondamente unitaria e armoniosa. Questa unità è dovuta alla presenza di alcuni elementi che si ripetono costantemente:

 

a) Tutti i racconti hanno due temi comuni: la trasformazione di esseri umani in forme sempre nuove, e l'amore, narrato in tutti i suoi aspetti: la fedeltà fra marito e moglie, l'affetto fra genitori e figli, il desiderio di avventura, la passione.

b) La trasformazione avviene sempre attraverso il cambiamento degli stessi elementi fisici: dimensione, posizione, volume, numero degli arti, colore della pelle, voce; inoltre si verifica generalmente di pomeriggio, quando il caldo è più intenso, e vicino a un fiume, a una fonte o in un bosco, dove i protagonisti della storia giungono assetati e in cerca d'ombra.

c) L'amore passa sempre attraverso gli occhi: i vari personaggi si innamorano al primo sguardo, affascinati dalla bellezza di giovani e fanciulle.

Non sempre però l'amore è corrisposto e spesso le fanciulle cercano di sfuggire ai loro innamorati; quindi, un altro elemento costante è l'inseguimento, che spesso si conclude con una trasformazione quando le belle fuggitive stanno per essere raggiunte.

d) Ogni storia è collegata all'altra e i legami che più di frequente le uniscono, sono:

• la somiglianza o la diversità dei temi (alcuni racconti hanno tutti per tema l'amore o la vendetta o l’amicizia, mentre altri contrappongono il rispetto per gli déi all'empietà, la generosità alla cupidigia...);

• il personaggio (i racconti hanno io stesso protagonista);

• la parentela (il protagonista di un racconto è padre o figlio o marito… di quello del racconto successivo);

• il luogo ( le avventure dei vari personaggi si svolgono nello stesso luogo).

In molti casi i racconti sono incastonati gli uni negli altri: mentre si svolge una vicenda, i personaggi narrano altre storie per alleviare la fatica del lavoro, per farsi conoscere meglio, per divertire, per consolare, per dare insegnamenti.

Ogni storia, quindi, richiama l'altra, in modo da tenere viva l'attenzione di chi legge. Infatti ciò che interessa Ovidio è proprio raccontare, all'infinito: questo grande poeta è un «mitologo» nel senso più antico del termine, cioè un «narratore di storie». E sempre per garantire questa curiosità, questa tensione del lettore, Ovidio non fa coincidere la fine di una storia con la fine di un libro, ma la continua nel successivo, dove ha inizio una nuova vicenda.

Inoltre, per intere pagine i verbi sono al presente, allo scopo di rendere il lettore partecipe del racconto: tutto avviene sotto i suoi occhi. Anche le descrizioni che Ovidio fa di luoghi, personaggi, fenomeni naturali, sono ricche di particolari: chi legge, deve anche «vedere» ciò che accade. C’è un legame molto stretto fa le scene descritte dal poeta e antiche statue greche e romane o affreschi ritrovati a Pompei. Probabilmente Ovidio conosceva queste opere e ne fu colpito; certamente le sue storie ispirarono in seguito artisti come Botticelli, Tintoretto, Tiziano, Veronese,Raffaello, Rubens, Bernini.

Anche in questo modo Ovidio, e soprattutto i miti, continuano a vivere e a raccontare le loro eterne, affascinanti storie.

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