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Tesoro di Scozia di Valentina Piazza: in una terra di miti e leggende, un mistero da risolvere

13 Luglio 2018 , Scritto da Federica Cabras Con tag #federica cabras, #recensioni

 

 

 

 

Scozia, 1270. Murdo MacLeod, signore di Dunvegan, è un uomo affascinante e potente, nel suo volto nobile i tratti degli avi scandinavi. Ha tutto, Murdo MacLeod, tranne una cosa, una cosa fondamentale. L’amore. Lui non conosce quel sentimento che anima il cuore del suo amico Owen e per questo lo invidia, perlomeno un poco. Anche lui vorrebbe scaldarsi, eccitarsi, addolcirsi, rallegrarsi in quel modo, come quando Owen parla di sua moglie. Un giorno, però, questa sua brama viene esaudita.

“Murdo trattenne il fiato di fronte alla radura. Stentò a credere a ciò che vedeva: una donna bellissima dalla pelle bianca e splendente, vestita di una semplice tunica del colore della terra, i lunghi capelli neri a ricoprirle la schiena, intrecciati da rami, foglie e fiori del sottobosco, giaceva inginocchiata fra l’erica […] Murdo trattenne il fiato. Era la creatura più bella su cui avesse mai posato lo sguardo. La bellezza di quel giovane viso lo lasciò esterrefatto per quanto sembrasse ultraterrena, irreale, con grandi occhi verdi orlati da lunghe ciglia che si spalancarono, scorgendolo, mentre le labbra, altrettanto perfette, pronunciavano il suo nome: «Murdo»”

Italia, oggi. Adele è l’assistente universitaria di un professore di storia medievale. Appassionata e bella, ha una chioma di capelli rossi e ribelli e un temperamento irriverente. Quando le viene chiesto di indagare su un mistero che avvolge un’antica famiglia scozzese, quella dei MacLeod, lei accetta. Un drappo, appartenuto a un popolo fatato, e la sua leggenda: ecco verso cosa deve rivolgere la sua attenzione la bella Adele.

La rossa vola subito nella terra dei miti e delle leggende.

“Mi sento come trasportata in un’altra dimensione, in un mondo diverso e in un tempo rimasto immutato nei secoli, dominato dalla natura con cui l’uomo ha dovuto in qualche modo scendere a patti.”

Il problema? L’ultimo discendente dei MacLeod, Colin. Un uomo scorbutico, un po’ introverso, non particolarmente contento che si parli di certe cose. E bello, soprattutto bello.

Scavare nel passato non è semplice, non è indolore, non è privo di pericoli. Ma Adele è pronta, è curiosa e indomita quanto basta. E Colin, be’, Colin non può starle lontano.

Valentina Piazza ci trasporta nella magica Scozia. Ci dona leggende da scoprire, misteri da risolvere, amori da assaporare. Ci dona coraggio ma anche paura, ci dona passato e presente. Ci dona l’amore, sia quello possibile, quello consueto, quello normale – ammesso e non concesso che l’amore, nella sua perfetta forza, possa essere chiamato così – sia quello osteggiato dallo stesso destino e per questo ancor più forte e destinato a splendere. Questo libro ci insegna, in un certo senso, che quando due cuori si legano, si donano l’uno all’altro, si scelgono, be’, non c’è modo di dividerli per sempre... seppure dopo secoli, essi si uniranno.

“Aveva un presentimento su Sheela, percepiva che, in qualche modo, a lei non fosse concesso di unirsi a lui, sapeva che il viaggio sarebbe continuato anche quando lui sarebbe giunto alla fine […] Quello che stavano vivendo era un amore impossibile, ostacolato dalle leggi stesse che la razza umana si era imposta per secoli. Uomini con uomini, altri esseri con altri esseri.”

 

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