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Southpaw, L’ultima sfida: l’amore, il dolore, la morte in un film strappalacrime

26 Gennaio 2018 , Scritto da Federica Cabras Con tag #federica cabras, #cinema

 

 

 

 

Southpaw, l'ultima sfida

Antoine Fuqua

2015 

 

Billy Hope è un campione della boxe. Batte tutti, vince sempre. Certo, torna sempre a casa con il viso malconcio, tumefatto, con i begli occhi chiari circondati dal viola del livido; tuttavia, gli piace quella vita.

È cresciuto in un orfanotrofio, ora ha una grande casa con una piscina dall’acqua limpida. E con grandi stanze eleganti. E un giardino enorme.

La prima cosa che salta agli occhi è l’amore che nutre per sua moglie.

Maureen, che lui ha incontrato quando erano poco più che bambini in orfanotrofio, gli è stata vicina sempre, anche quando le acque delle loro vite erano torbide e un po’ tumultuose. Adesso, si gode l’agiatezza con lui. Il loro è un amore forte, travolgente, senza confini. Si nutrono l’uno degli occhi dell’altra. È preoccupata, la vista del viso gonfio e dolorante dell’uomo che ama le spezza il cuore.

Leila, la loro bambina, è un bocciolo d’amore, l’orgoglio dei due genitori.

Billy non si è dimenticato nemmeno dei suoi amici, gli amici che resero la sua permanenza all’Istituto meno dura. È circondato dagli amici di una volta, gli stessi che lo amano e che gli stanno vicini per orgoglio e per affetto.

Un giorno, però, il destino di Billy complotta alle sue spalle, lo butta al tappeto.

Durante un party per beneficenza, Escobar – astro nascente della boxe – lo provoca. Vorrebbe un incontro, non perde occasione per dirglielo. Questa volta, esagera.

La bella Maureen rimane vittima di uno sparo. Il sangue è dappertutto, la donna prova a parlare ma è grave, troppo grave. Chiede all’uomo, stravolta dal dolore e dalla paura, di essere portata a casa. Lui la esorta a tenere gli occhi aperti. La ama, le lacrime che scendono sono solo il preludio di un futuro senza di lei. Di un futuro senza la sua luce. Di un futuro cupo e buio senza l’amore della sua vita.

Poi Maureen – prima che Billy sia pronto a dirle addio – chiude gli occhi. Si abbandona alla morte che, inesorabile, la sta strappando a quella vita finalmente buona, finalmente ricca, finalmente giusta.

E a Billy non rimane altro che rimettere a posto i cocci. Nel giro di poco tempo, devastato dal dolore, si lascia andare alla depressione e inizia un percorso fatto di alcol, di droga, di armi. Perde tutti i suoi averi, compresa la casa. Inoltre, in poco tempo Leila viene portata via dai servizi sociali.

Ora non rimane che riprendere in mano la propria vita. C’è solo un modo: battere Escobar, la causa di tutti i suoi mali.

Un film che si guarda con le lacrime agli occhi. Che fa pensare. Che fa commuovere.

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