Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

"Lo Zahir" di Paulo Coelho

24 Gennaio 2018 , Scritto da Serena Pisaneschi Con tag #serena pisaneschi, #recensioni

 

 

 

 

 

Lo Zahir

Paulo Coelho

Bompiani, 2015 

 

 

Chi ha letto anche solo un libro di Paulo Coelho conosce lo stile dell'autore: molto spirituale, molto filosofico, molto contemplativo. Io ne ho letti solo alcuni, però l'ultimo che ho avuto tra le mani, ovvero Lo Zahir, è capitato proprio nel momento perfetto. Lo stesso mi è successo con Veronika decide di morire ed ancora di più con L'Alchimista, e giuro che quando accade, quando il libro giusto arriva al momento giusto, è come una magia.

Alcuni sostengono che siano i libri a sceglierci, ed io un po' ci credo. Lo Zahir lo avevo comprato usato ad un mercatino poche settimane prima di decidermi a sfogliarlo, mi ricordo che detti la precedenza di lettura ad un altro libro acquistato quello stesso giorno. Adesso non posso fare a meno di chiedermi se, invertendo l'ordine delle letture, avrei colto il messaggio con la stessa intensità. Perché, secondo me, quello che fa Coelho non è lasciar spazio al lettore, non è buttare là una manciata di idee e lasciare l'interpretazione a piacimento di chi legge. No, lui ti dice esattamente cosa devi imparare da ciò che sta leggendo, mette bene in chiaro il messaggio che vuole trasmettere. La cosa bella dei suoi libri, però, è che questa grande verità ce la regala a piccole dosi solo strada facendo, attraverso la continua presa di coscienza del protagonista. Man mano che la storia prosegue, il lettore si trova a percorrere la stessa strada emotiva e, suo malgrado, si troverà a pensare gli stessi pensieri. Certo, questo capita praticamente con ogni libro, specialmente se scritto in prima persona, ma in più, nelle sue opere, c'è veramente una forte immedesimazione. Non solo per le vicende o la trama, quanto per il fatto che, alla fine, quello che sente il protagonista lo sentiremo anche noi. E lo sentiremo perché abbiamo cominciato dall'inizio, magari scettici e mentalmente predisposti in modo diverso. Poi però pagina dopo pagina, esperienza dopo esperienza, eccoci arrivati alla fine ormai persi dentro a nuovi concetti, punti di vista differenti e, se predisposti, anche con qualche consapevolezza in più.

Io ho finito di leggere Lo Zahir i primi giorni di gennaio, l'avevo cominciato a dicembre, un mese che già di per sé mi stava regalando alcune realtà importanti. Erano solo accennate, braci appena accese, poi ho finto il libro ed è divampato l'incendio. Non voglio svelarvi il messaggio, sia perché vorrei avervi incuriosito abbastanza per leggerlo, sia perché, comunque, il viaggio va fatto partendo dall'inizio per arrivare alla meta giusta. E non vi fate scoraggiare da un protagonista un po' antipatico (perché lo è) o da una certa lentezza (perché un po' ce n'è), alla fine varrà la pena aver sopportato tutti e due. Quello che mi sento di dire di Coelho è che il genere e lo stile possono non piacere, fortunatamente ognuno ha i propri gusti, però magari provate a dargli una possibilità, se non a questo titolo nello specifico, all'autore. Ripeto che io ho letto solo tre dei suoi circa trenta titoli, praticamente appena un misero dieci percento, però tutte e tre sono state letture decisamente rivelatrici, e qui la percentuale decuplica.

Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post