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Gordiano Lupi, "Pierino contro tutti"

9 Novembre 2017 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #gordiano lupi, #cinema

 

 

 

 

Pierino contro tutti

Gordiano Lupi

 

Edizioni Sensoinverso, 2017

pp 60

12,00

 

Conosciamo tutti il Pierino delle barzellette, che pare avere un ascendente illustre addirittura in Mark Twain e che, risalendo ancora più indietro, deriva dalla farsa atellana, da Plauto e dalla commedia dell’arte. Nei primi anni ottanta è stato portato sugli schermi da Alvaro Vitali – il quale aveva le phisique du rôle per interpretarlo - e da innumerevoli imitatori. Gordiano Lupi, appassionato di cinema di genere, o, meglio, di un certo genere, ha scritto un saggio sulla figura dell’enfant terrible.

Lupi analizza tutti i film dedicati a Pierino: oltre ai tre principali, Pierino contro tutti (1980), Pierino colpisce ancora (1982) e Pierino torna a scuola (1990), il suo saggio fa riferimento anche ad alcuni film secondari, con o senza Alvaro Vitali. Quelli senza sono definiti apocrifi (come i Vangeli!). C’è persino stata una Pierina femmina.

Pierino contro tutti è il primo e di maggior successo di cassetta. Rivitalizza il barzelletta movie, basato sull’irriverenza, sulla volgarità, sulle parolacce, contaminandolo con molta comicità slapstick - ovvero elementare e che sfrutta il linguaggio del corpo - con il fast motion tipico dei cartoni animati e del cinema muto, e con un po’ di malizia desunta dalla commedia sexy. Una comicità pecoreccia e scatologica per appassionati di cinema spazzatura. Ma Lupi dimostra una competenza e un’attenzione che ci portano a rivalutare la materia, almeno come rappresentazione di un particolare tipo di cinema, e almeno per il valore di nostalgica rivisitazione di tempi andati, per il configurarsi come “manifesto di un’epoca” e “icona della comicità trash”.

Non condivido”, dice Lupi, “ il rigore critico con cui si affrontano film come questi, che pure hanno caratterizzato un periodo storico non solo del cinema ma anche del costume italiano”. E io aggiungo che tutto ciò che ci piaceva quando eravamo giovani, pepato dalla nostalgia, diventa di per se stesso prezioso. Lupi afferma che, se cerchiamo la trama in questo genere di film, è perché non abbiamo compreso la funzione liberatoria e catartica dei barzelletta movie. E, forse, aggiungo io, almeno a quei tempi non eravamo inibiti dal politically correct a tutti i costi, si poteva ancora fare una battuta da trivio senza essere arrestati e la forma non aveva ancora preso il posto della sostanza.

Mi piace, fra tutti quelli presi in esame nel saggio, citare  il film Che casino… con Pierino! , uno degli apocrifi che Lupi non esita a definire il film più brutto di tutto il Novecento e, quindi, incuriosisce proprio per quello.

Un capitolo a sé, infine, è riservato alle colonne sonore e alla musica composta per il cinema divertente.

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