Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Stefano Corbetta, "Le coccinelle non hanno paura"

26 Agosto 2017 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni

 

 

 

Le coccinelle non hanno paura

Stefano Corbetta

Morellini, 2017

 

Se dovessi definire la scrittura di questo libro direi semplicemente che è scritto con grazia. E lo dico nonostante il mio pregiudizio iniziale quando lessi il soggetto del libro che mi allontanò dalla sua lettura istintivamente appena ne sentii parlare. Ma, come mi ha giustamente risposto lo stesso Stefano Corbetta, l'argomento era quello e non si poteva fare diversamente. E ha ragione. Perché la vita stessa è così, ti impone un soggetto e tu non puoi cambiarlo solo perché a te non garba. Per cui capita che sposi un violento buono a nulla e poi conosci l'amore della tua vita un fine settimana in trasferta per perderlo per sempre, o pensi di avere una vita soddisfacente per poi scoprire che non ti è mai appartenuta e decidi di piantarla così di punto in bianco per andare a fare l'eremita. Oppure come a Teo, il protagonista, che proprio quando scopre di avere ancora tanto da fare, da dire, da dare al mondo scopre anche di avere poche settimane di vita: le restanti gliele ha vinte a testa o croce un tumore al cervello inattaccabile e incontrastabile. Così è la vita. E allora che fai? Te la togli tu prima per non darle soddisfazione? Ti rinchiudi in una campana di vetro, ti metti a piangere con tutti quelli che ti conoscono, speri nel miracolo? Sono tutte risposte possibili ma nessuna viene attuata da Teo. Una delle caratteristiche di questo romanzo che mi ha colpito favorevolmente è proprio la sua mancanza di risposte falsamente consolatorie. Teo continua a vivere come sa fare, come ha sempre fatto, non spera nel colpo di scena, la fine è nota, nonostante tutto lui continua a registrare le scene di vita che maggiormente lo colpiscono come se fossero scatti fotografici e archiviarli nel suo cervello come un hard disk che nessuno visionerà mai. Eppure in un contesto apparentemente così statico e inerte Teo vivrà la sua ultima avventura incrociando il destino di due persone e avendo come unico indizio una fotografia, la grande passione della sua vita. Alla fine la nostra vita si risolve in un'unica ricetta: portare a compimento delle cose prima di morire, nel bene e nel male, senza che da queste scaturisca chissà quale significato universale o un senso recondito. E qui occorre il coraggio delle coccinelle, come gli spiega un giovanissimo fotografo: non avere paura di nulla, nemmeno della vita che sta per finire e perseverare. Il finale non è né banale né scontato e tantomeno melenso e questo è un'ulteriore nota di merito allo scrittore. È a suo modo un finale aperto ma ... io vi suggerisco di buttare un occhio al parabrezza di Luca. Così come suggerisco caldamente di leggere questo sorprendente esordio.

Condividi post

Repost 0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post