Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Paolo Zardi, "XXI secolo"

3 Settembre 2017 , Scritto da Altea Con tag #altea, #recensioni

 

 

 

 

XXI secolo

Paolo Zardi

Neo, 2015

 

Ingegnere con la passione per la scrittura, che ha espresso in diversi romanzi e racconti precedenti a questo, candidato Strega per il 2015, Zardi ci propone un romanzo distopico ambientato in un anno imprecisato della prima metà del XXI secolo. L’Italia, ma più in generale l’Europa, attraversano una fase di declino sociale, economico e politico, non descritta nei dettagli ma che si evince facilmente da frammenti di notiziari in cui a dominare la scena internazionale sono Paesi asiatici e sudamericani, da un mondo del lavoro sempre più spietato e precario, dalle descrizioni del paesaggio grigio, fatto di casermoni popolari periferici, case e quartieri degradati, centri commerciali come oasi nel deserto, il lavoro del protagonista che piazza depuratori per l’acqua a famiglie, che devono accendere onerosi mutui per permetterseli, con la pervicacia e ostinazione di un adepto che cerca di fare proseliti per una nuova religione. L’incipit ci getta subito nel mezzo della storia: la moglie, presumibilmente una quarantenne come il personaggio principale, va in coma (in parallelo col mondo in declino quindi in una allegoria abbastanza semplice da individuare) a seguito di un imprevedibile e raro evento cerebrovascolare, lasciandolo solo con i due figli ancora non adolescenti e un dubbio scaturito da un mazzo di chiavi abbandonato a lui sconosciuto, che dopo poche ricerche si materializza in una prova schiacciante data dalla foto del viso della moglie troppo vicino ad un’appendice maschile che non è la sua. Insomma, l’amatissima moglie per cui lui passa intere giornate a macinare kilometri piazzando inutili aggeggi in casa di gente che non può permetterseli con la fantasia di un saltimbanco, va a fare fellatio ad uno sconosciuto di cui lui non sa nulla mentre lui porta il pane a casa. Brutto colpo, eh? A differenza però del protagonista di Caos Calmo, il protagonista di Zardi decide di andare al fondo della questione e interroga le amiche o pseudo-tali della moglie, e in questo percorso investigativo si rende conto che della moglie conosceva molto poco, ignorava i nomi delle amiche, tanto da confondere due omonime, ignorava che avesse un avvocato, e la professionista una volta rivelatasi nemmeno gli dice per quale motivo avesse l’incarico. Per cercare di capire giunge persino a fare un viaggio in Austria a casa della moglie e dove tuttora vive la suocera ormai demente, alla ricerca di un indizio, una parola, una password. Invece troverà solo una domanda: “Era da quando aveva dieci anni che sentiva la storia degli eschimesi e delle loro venti parole per indicare i diversi tipi di neve, ma nessuno pareva stupirsi del fatto che per l’amore, in fondo ne esistesse solo una. Quale era la parola esatta che definiva l’amore di Eleonore con le sue svariate declinazioni? Venti parole sarebbero bastate a definirlo nella sua interezza? La voglia che ogni tanto le prendeva di succhiargli il cazzo fino al midollo (all’amante, inteso), sotto quale sfumatura dell’amore rientrava?”. Quesito tagliente a cui si ha paura di dare una risposta. Lui ne tenterà una con un finale che però non mi ha convinto, forse perché l’ho trovato stridente con la storia, che lascia in sospeso parecchio, col protagonista, che si avverte molto più cinico di quanto poi non si riveli, con una soluzione che forse io stessa non approvo (magari in questo periodo, tra 5 anni penserò il contrario) perché avrei forse agito diversamente, forse sarei cambiata come persona se avessi vissuto un trauma simile. Del resto, come ha detto qualcuno più in gamba di me, un libro è buono quando lascia delle domande a cui devi ancora cercare di rispondere dopo che lo hai terminato, quindi lo consiglio.

Condividi post

Repost 0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post