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La conchiglia del sole

13 Luglio 2017 , Scritto da Umberto Bieco Con tag #umberto bieco, #racconto

 

 

 

Si ricordò dell'abbonamento. Si rese conto che aveva sbadatamente azionato la richiesta alla centrale fornitrice del servizio, il quale avrebbe potuto attivarsi da un momento all'altro. Guardò ansiosamente il prato, oltre la staccionata, preoccupato che qualcuno potesse rimanerne fuori – quando subitaneamente accadde, senza che avesse modo di verificare accuratamente: la sua casa, il prato attorno ad essa, la staccionata, con lui su di essa, si chiusero in una sorta di campana di vetro e schizzarono vertiginosamente verso l'alto, sottraendogli per un momento il respiro, premendolo verso il suolo. Poi tutto si stabilizzò nuovamente, lasciandolo con un lieve ansimare.

Guardò l'orizzonte.

Stelle luccicanti, pianeti. Profondità abissali.

Roba del genere, insomma.

La casa stava galleggiando nello spazio, dentro ad una cupola trasparente da cui si poteva ammirare il cosmo, da dentro al quale lo si navigava.

Sua madre uscì di casa sorpresa:

“Cos'è successo?”

“Mi spiace, mà, l'ho fatto partire. Non me n'ero accorto”

“Santo cielo, io dovrei andare a fare la spesa!” protestò contrariata – ma poi si mise a ridere da sola e andò a prendere una sedia se non una sdraio. Cagnolo scodinzolò fuori dalla sua cuccia tutto contento. Gli piaceva lo spazio. Era probabilmente un lontano discendente di Laika, ipotizzava lui – mentre l'erba verdeggiava, contrastando con il sobrio mantello di velluto spaziale bucherellato di astri. Laika che suonava alla balalajka un pezzo sulla perestrojka, mormorò a sé stesso.

Sua nonna uscì di casa e stese un plaid. Stava organizzando un pic nic.

Non si può negare fosse un buon modo per staccarsi da tutto. C'era una tranquillità ultraterrena.

 

La terra, il suo trambusto, il suo clamore, erano quietati, tacitati, silenziati.

Sibilavano lontani, diventati quasi immaginari – deprivati di consistenza urtante.

Ma laggiù la gente si stava certamente ancora dimenando e urlando.

 

Stavano vaccinando chiunque, per qualsiasi cosa. C'era chi protestava che i vaccini potevano aver effetti collaterali, dare reazioni avverse, non esser stati ben sperimentati. Nessun problema. Le grandi case farmaceutiche, ufficialmente commissionate dallo stato, e da esso finanziate, avevan subito trovato la soluzione: un vaccino contro i vaccini. Un vaccino per prevenire reazioni da vaccino.

Tutto sistemato. O forse no.

Una percentuale della popolazione ancora non era soddisfatta. Voleva vedere i dati, le carte, le sperimentazioni, i documenti. Gli eran stati forniti. Non era sufficiente. Chi assicurava loro che non fossero stati alterati? Si era quindi mosso l'esimio professor Tronfio Pomposi, accompagnato dal luminare Boria Tracotanza – i quali, con grande tatto e capacità comunicativa, avevan fatto sapere al pubblico che il pubblico era composto da idioti ignoranti, mentalmente mentecatti, scientificamente subnormali, nonché da etologicamente ovini, suini e bovini – e dovean quindi semplicemente tacere e dare retta a loro, alla comunità di esperti, ai Prestigiosi, ai Magnifici.

Da quel momento in poi, chiunque osasse insinuare un qualche dubbio, foss'anche solo sulle modalità di somministrazione, chiunque avesse ardito sollevare un solo sopracciglio alla parola “vaccinazione”, sarebbe stato dichiarato Nemico della Salute Pubblica Numero Uno, e infilato in una poco agognata gogna.

Non voleva nemmeno tentare di immaginare cosa sarebbe successo a chi avesse sollevato DUE sopracciglia. Rifletteva sulla fortuna di chi era dotato di monociglio, ne sarebbe certo stato avvantaggiato – ammesso contassero queste obiezioni tecnicistiche.

Alcuni dottori eran stati radiati, e ad alcune radio era stato dato un dottorato, si eran laureate in medicina e ora, forti della  nuova qualifica, non facevano che ripetere, ribadire, insistere un costante: “vaccinatevi, vaccinatevi, vaccinatevi”.

Gli Illuminati e Convinti consideravano i reticenti con massimo sprezzo. Li additavano come criminali, assassini ed oscurantisti - lebbrosi eredi culturali del Medio Evo, epidemici untori.

Dicevano che eran stati troppo ben abituati, viziati, dall'efficacia dei vaccini, che aveva risparmiato loro di assistere a morti atroci – e ora, con la loro riluttanza, mettevano in pericolo queste conquiste esponendo i bambini a contagi, focolai, epidemie. Quegli altri ribattevano che dati i cospicui interessi pecuniari inerenti i vaccini e la comprovata corruzione farmaceutica adiacente, non era possibile sapere con sicurezza, giacchè i dati e gli studi potevan esser stati modificati ad hoc – e i danni sottomenzionati, le necessità sovraurlate. Si sosteneva che da 2 + 2 giustamente risultasse 4, e non 5, ma che forse erano gli addendi ad esser stati falsificati. Il dibattito degenerò in scontri armati, raggi laser, sciabolate elettriche e parolacce sui social network. Lamiere contorte fumanti

 

Si staccò da questi pensieri, ansiogeni e tristi. S'immerse nuovamente nel buio profondo, perdendosi in una nebulosa.

 

Più tardi andò in bagno. Si era sempre chiesto dove finisse tutto, quando erano nello spazio, sradicati dalla rete fognaria.

 

Per continuare a conoscere le disavventure del Superato, leggete Alcune note su una non entità di Umberto Bieco

 

La conchiglia del sole

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