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Due Mediocri Commedie Sentimentali Americane del 1987

11 Luglio 2017 , Scritto da Umberto Bieco Con tag #umberto bieco, #le prese per il deretano di umberto bieco, #cinema

 

Nel mio ennesimo tentativo di farmi risucchiare nuovamente negli anni '80, quando tutti eravamo felici, ho guardato altri due capolavori cinematografici del 1987, in occasione del loro tondo trentesimo compleanno.

 

Mannequin

Andrew McCarthy, il bel faccino già incontrato nella recensione del drammatico Less Than Zero, è un vetrinista di crescente successo e fama – del resto quale lavoro più prestigioso e ambito del vetrinista vi è al mondo? E il segreto del suo successo è nientemeno che una musa e questa musa è nientemento che UN MANICHINO e questo manichino, quando lui è nottetempo ad allestire i Grandi Magazzini, SI TRASFORMA IN UNA BIONDA E DILETTEVOLE FANCIULLA [Kim Cattrall che, da vecchia gallina che fa buon brodo, è stata poi tra le quattro protagoniste della serie Sex and the City] e, come se non bastasse, questi due TROMBANO – ma c'è il cattivo di turno che complica le cose, incarnato dal perfido e infìdo James Spader, anche lui già incontrato parlando di Less Than Zero, coadiuvato dal guardiano-mastino dei Grandi Magazzini, ovvero una delle facce più turpi presenti nell'infinita sequela di Scuole di Polizia [Police Academy], e insomma, un film imperniato su un'idea talmente cretina che persino io non sono riuscito a finirlo.

 

The Pick-up Artist [titolo italiano: "Ehi... Ci stai?"]

 

Questo è l'altro film dell'87 che vede Robert Downey protagonista, oltre ad – ANCORA – Less Than Zero, e anche qui è un vero mattatore, tanto da renderlo - nella sua insulsaggine - quasi guardabile, in congiunzione con il buon ritmo e la non sciatta regia. Interpreta un giovane insegnante di ginnastica, un “artista del rimorchio” squattrinato che vive con sua nonna, e con in realtà un assai basso tasso di successo sessuale, nonostante sia chiaro quale sia il suo primo pensiero ogni mattina – tanto da provare, fin da appena alzato, facce, toni di voce e frasi davanti allo specchio, per poi implementarli compulsivamnte non-stop appena messo piede in strada. La sua fondamentale pick up line è “Ti hanno mai detto che hai il viso di un Botticelli e il corpo di un Degas?”. Finché non trova una ragazza che rimane effettivamente colpita: ha giusto in mano un libro su Botticelli. E' una rossa dal viso pallido e le labbra carnose: una anafettiva giocatrice d'azzardo indebitata con la mafia [volto fresco dell'epoca, Molly Ringwald]. Lui è completamente conquistato. In fondo è sempre stato “un blue boy, in cerca d'amor” come nella canzone che continua a cantare. E' una commedia sentimentale, e il secondo aspetto è ovviamente il più deleterio, obiettivamente idiotico – il resto non è terribile, come già scritto, Downey Jr con la sua logorrea sfacciata e stralunata regge parte del film, e tre comprimari di megalusso rendono interessanti anche i personaggi minori: il padre della Ringwald è il costantemente sbronzo Dennis Hopper, un innocuo omino con lo sguardo spiritato del cattivo di Blue Velvet, poi vi è la tipica accogliente affabilità di Danny Aiello, amico barista del protagonista, nonché Harvey Keitel, malvagissimo recupero crediti della mafia dell'azzardo.

Vale la pena? No, ovviamente.

Due Mediocri Commedie Sentimentali Americane del 1987

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