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Tre volte te, il terzo capitolo di Babi e Step

14 Maggio 2017 , Scritto da Federica Cabras Con tag #federica cabras, #recensioni

 

 

Ci siamo innamorate di Step quando aveva il fascino del ribelle, del forte, del picchiatore. Quando era un po’ delinquente e un po’ scansafatiche. Quando passava le mattine a dormire e la notte a bere e a combinare guai. Ero ragazzina, ma il libro e il film fecero scalpore, cambiarono quella che era l’idea dell’amore per gli adolescenti. Era tenebroso quanto bastava per lasciare un alone di mistero, Step, ma il suo cuore non era impenetrabile. Io ho odiato Babi fin dal primo istante, però. Era snob e un po’ noiosetta, con quella sua mania di perfezione e quell’aria da ricca che traspariva da ogni sua frase.

In più di un’occasione mi ritrovai a pensare che no, non lo approvavo affatto questo amore – un amore dove lei scappava sempre – salvo poi innamorarmi anch’io dell’idea dell’amore che questo film promuoveva: malgrado le differenze ci si può innamorare follemente, senza respiro. La scritta sul ponte, le rose, la casa abbandonata in riva al mare… chi di noi non si è addormentato, a quindici anni, sognando tutto questo? Chi non ha immaginato un finale da favola?

Ricordo di aver letto il finale del libro con un nodo alla gola. Un amore che pareva non dover terminare mai, che sembrava più saldo di qualunque altra cosa nell’universo, che dava l’impressione di essere vero e puro e infinito… be’, terminò lo stesso. Lasciando l’amaro in bocca. E lei con un altro, e lui che soffriva.

Poi, con Ho voglia di te le cose sono mutate: lui è più grande. La ama ancora ma è stato fuori per tanto, troppo tempo. Si sa, il tempo lenisce i dolori. Un po’ è cambiato. Ha imparato a svegliarsi al mattino, a lavorare. Sa cosa vuole e si muove per averlo. Non è più un violento che passa le notti nei locali.

Tre volte te è il terzo capitolo, il capitolo conclusivo.

Se nel precedente la nostra mente si è dovuta abituare a uno Step più grande di due anni, più maturo, ora deve proprio impegnarsi: non pare rimasto nulla del primo Step, quello dei giubbotti in pelle, del tatuaggio e dello sguardo da duro. Oltre a essere cresciuto, è tollerante e dolce con chi incontra. Le vicissitudini della vita lo hanno portato a togliere quella corazza che faticosamente si era costruito da ragazzo, quella stessa corazza che allora lo aveva salvato.

Ma a che punto siamo? Be’, con Gin le cose vanno a gonfie vele tanto che i fiori d’arancio si possono toccare con le dita. È sereno, finalmente e dopo tanto tempo. La ama. Ha chiuso con il passato. Una bella casa, un impiego che frutta in televisione. Cosa si può desiderare di più?

Babi, però, l’ha dimenticata? Il primo amore si scorda mai? E se ricomparisse, proprio in questo momento che lui è in pace con se stesso?

Devo dire che in questo libro Babi mi piace di più. È umana, sa che nella sua vita ha fatto tanti errori e ne soffre. Piange, si dispera, capisce. Era quasi una cosa impossibile, per quella che credevo avesse il cuore di pietra. Abituati a vederla attaccata all’agio, ai soldi, ora si rende conto di quanto sia inutile una vita passata a rincorrere l’apparenza.

Non sopporto Gin, in compenso. Malgrado sia quasi inevitabile provare empatia per lei a causa di quello che le accade, questo suo modo di avere sempre ciò che vuole quando lo vuole è frustrante. Fastidioso. Antipatico. Lei dice A e vuole che A si avveri, nessuno le ha mai spiegato che una decisione va presa in due. Lei decide che ci si deve sposare, e guai se Step non arriva con la proposta. Lei decide che un figlio è una cosa meravigliosa, e guai se Step si permette di dire il contrario. Una ragazzina viziata, insomma.

Il cambiamento di Step è grande, immenso. È grande. Quasi tutti lo chiamano Stefano. È un grande, nel suo lavoro, è amato e rispettato. È cresciuto, ma è possibile cambiare così? Un amore finito può svegliare una persona al punto di cambiare totalmente il proprio essere?

Per tutto il testo ci chiederemo come finirà. Babi o Gin? Razionalità o cuore? La ragazza che lo fece innamorare la prima volta, lei così bimba e donna, oppure il suo chiodo scaccia chiodo (perché purtroppo Gin mi è sempre sembrata questo)?

Una ha dimostrato già una volta di non accontentarsi dell’amore, l’altra non lo lascerebbe per nulla al mondo.

Senza svelarvi nulla, vi dico solo che sarà un finale strappalacrime. E, in un certo senso, tutti verranno accontentati.

Il divario con Tre Metri Sopra il Cielo è evidente, però è anche vero che si cambia, ci si trasforma. Si cresce. Questi tre libri parlano di un amore infinito, è vero, ma sono anche testimoni di quella che è la crescita di un ragazzo che diventa uomo. Di una donna che capisce ciò che vale nella vita.

Ora attendiamo il film. Sperando ci sia Scamarcio, ovviamente.

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