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Dentro, suono crudo e abbandonato

7 Febbraio 2017 , Scritto da Fabio Strinati Con tag #poesia, #fabio strinati

 

 

DENTRO

 

Dentro un vecchio muro crepato e tinto

che soffre, adolescenza intaccata

in vortici di rogne,

e in eterno, nel sonno le maschere avvolte

dove nascono le cimici uguali

e le cantilene, gli indefiniti aliti e sepolti

sotto occhiaie di pensieri e patimenti

e i timori pesti mai andati,

e in eterno, in graffi sospesi nell’aria

come suoni in una scomoda mente.

 

 

 

SUONO CRUDO

 

Suono crudo assennato dentro il suo dentro,

di fanghiglia, nel rettangolo

superstite precario,

è un suono graffiato in un istante rudimentale

che scivola turchino

nelle coincidenze di una trappola mortale,

anime ingombrate nell’intasamento

di un dovunque aggrappato,

e le innaturali fisime, le porte socchiuse

in quel loro dentro futile e meschino,

come un suono rinchiuso in una teca

dove matematica e spine

si sbracano ammiccando pose di catarsi!

 

 

 

ABBANDONATO

 

Non solo mi chino su questa terra di fango marrone

e mi piego scacciando le ferrose catene

in un nevrotico abbandono,

che la sorte ormai guastata

nella sua biada di morte camuffata, travestita

da una sagoma di vita slavata e lunatica,

mi rende uno specchio d’inverno opaco,

e steso nel vuoto nell’incertezza

siderale che tanto mi somiglia,

ecco che mi spengo

in uno stordimento contrariato.

 

 

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