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Orazi e Curiazi

16 Giugno 2016 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #storia, #miti e leggende

Orazi e Curiazi

Col trascorrere degli anni, Roma cresceva, aumentava il numero degli abitanti e il re, che, dapprima, oltre a celebrare i riti liturgici, a elevare sacrifici agli Dei, amministrava pure la giustizia, non riuscì più ad adempiere tutti i suoi doveri. Si vide così costretto a nominare dei “funzionari” cui affidare alcuni dei suoi compiti di giustizia ed ecco che nacque la “burocrazia”. Fu costretto anche a farsi aiutare nell'amministrazione della cosa pubblica, nominò così qualcuno che si occupasse delle esigenze che aumentavano, cioè che si occupasse di strade, di catasto, di igiene e nacque così il Consiglio degli Anziani o Senato composto dai discendenti per diritto di nascita dei pionieri che erano venuti con Romolo a fondare Roma.

Il Senato inizialmente aveva compito di consigliare il re, in seguito prese sempre più potere. Infine, per completare l'organizzazione dello stato nacque in pianta stabile l'esercito. Ogni curia in cui erano divise le varie tribù, doveva fornire una centuria di uomini, cento fanti, e una decuria, dieci cavalieri, formando così trenta centurie e trenta decurie, pari a tremilatrecento uomini che costituivano una legione. Il comandante supremo delle forze armate di Roma era il Re che aveva sui suoi soldati potere di vita e di morte ma, per l'amministrazione dell'esercito, eleggeva un comizio centuriato che si occupava anche della nomina degli ufficiali, allora chiamati pretori. Il re ebbe in questo modo sempre meno potere e difficilmente avrebbe potuto trasformarsi in un tiranno, suo compito esclusivo restavano le funzioni religiose, conservava il diritto di giudicare i fatti gravi, i delitti rivolti contro la comunità e di comminare la pena di morte.

Questo l'ordinamento che trovò il terzo re di di Roma Tullo Ostilio. Un re molto diverso dal pacifico predecessore che aveva assicurato al popolo quarant'anni di pace e di crescita. Tullo Ostilio fu l'artefice della guerra contro Alba Longa, la città più ricca e importante fra i borghi che circondavano Roma. La leggenda vuole che in maniera molto cavalleresca la vittoria venisse decisa con un duello fra i tre Orazi romani e i tre gemelli Curiazi albalongani, dove l'ultimo dei fratelli Orazi, rimasto solo, uccise tutti e tre i Curiazi decretando la vittoria di Roma. Sta di fatto che Alba Longa fu distrutta e rasa al suolo e il loro re legato a due carri i cui cavalli, correndo in direzioni opposte, lo squartarono.

Il successore di Tullo Ostilio fu Anco Marzio, che continuò con la politica di espansione attaccando e conquistando i paesi dei dintorni.

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