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Come eravamo: I Quindici

26 Aprile 2016 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #come eravamo

Suonava alla porta il rappresentante de I Quindici, ben vestito e con la valigetta. Erano i primi anni sessanta, le enciclopedie a fascicoli (Motta, Galileo, Le Muse) invadevano le case, segno di un’emancipazione alla portata di tutti, di un progresso sociale tangibile, fatto di cose concrete, come l’automobile, le vacanze, il vino in bottiglia, il frigorifero, la tv dei ragazzi, il maestro Manzi che alfabetizzava l’Italia via cavo. Madri casalinghe e nonni intimiditi lo facevano accomodare nel salotto buono, offrendo caffè e liquori. Pieno di sussiego, apriva la ventiquattrore e mostrava campioni nuovi di stampa dei libri che avrebbero segnato (insieme alle fiabe sonore) un’intera generazione, stimolando curiosità e fantasia, forgiando il gusto di molti di noi.

I Quindici fu diffusa dalla metà degli anni sessanta alla metà dei settanta. Derivava dall’omologa statunitense Childcraft ed era edita in Italia dalla Field educational, con direttore Armando Guidetti e per la parte grafica Filippo Maggi. Altri collaboratori italiani sono stati Aldo Agazzi, Vittoria Belluschi, Dino S. Beretta, Andrea Cavalli Dell'Ara, Jolanda Colombini Monti, Roberto Costa, Giancarlo Masini, Deda Pini, Luigi Santucci, Francesco Valori e Domenico Volpi.

Il genitore o nonno perplesso osava a mala pena far presente che il bambino/la bambina ancora non sapeva leggere ma l'aggurerrito rappresentante aveva pronta la foto dell’ippopotamo grande quanto sei vasche da bagno, tratto da La vita intorno a noi, mostrando come i libri fossero ricchi di figure intuitive e d’immediata comprensione.

L’enciclopedia era composta da quindici volumi tematici, rivolti a ragazzi di massimo 10 anni - ragazzi di allora, che non conoscevano Internet e playstation ed erano abituati ad andare a letto dopo Carosello - più un volume dedicato ai genitori (Voi e il vostro bambino) che ebbe grande successo data la scarsità di scritti sull’argomento allora disponibili in Italia.

Poesie e rime

Racconti e fiabe

Il mondo e lo spazio

La vita intorno a noi

Feste e costumi

Come le cose cambiano

Come si fanno le cose

Come funzionano le cose

Fare e costruire

Cosa fanno gli uomini

Scienziati e inventori

Pionieri e patrioti

Personaggi da conoscere

Luoghi da conoscere

Voi e il vostro bambino

I libri erano caratterizzati da dorsi multicolori che creavano un arcobaleno inconfondibile e riconoscibile a distanza sugli scaffali domestici, ed è appunto a questa edizione, la prima e mitica, che qui facciamo riferimento, le altre - nero su crema, oro su nero, e, ancora, parzialmente multicolori (2006) - non hanno lo stesso impatto evocativo.

Nessuno può dimenticare il numero nove Fare e Costruire, individuabile dall’orlo superiore slabbrato e sporco per il troppo uso. I bambini lo utilizzavano in continuazione per fabbricare di tutto, dai segnalibri, ai portapenne fatti con le mollette da bucato, ai dolci americani come gli scones, che nessuno sapeva cos’erano ma facevano tanto modernità, laddove moderno, allora, era sinonimo di progredito e giusto. Il volume veniva letto mentre sullo schermo scorrevano le immagini in bianco e nero di Giocagiò, il programma preferito dei ragazzi di allora, una sorta di Art Attack ante litteram che, condotto da Lucia Scalera e Nino Fustagni, si avvaleva di autori del calibro di Gianni Rodari.

I quindici coloratissimi volumi coprivano l’arco dello scibile, indirizzando i fruitori verso tutti gli aspetti del mondo circostante. Alcuni aprivano gli occhi sulle meraviglie della scienza e della tecnica (Come funzionano le cose, Il mondo e lo spazio, Come si fanno le cose, Scienziati e inventori, Cosa fanno gli uomini), altri stimolavano l’interesse per la storia (Come le cose cambiano, Pionieri e patrioti, Personaggi da conoscere), la natura (La vita intorno a noi), la geografia (Luoghi da conoscere, Feste e Costumi).

I volumi erano definiti “i libri del come e del perché”, spiegavano concetti complicati in modo semplice e immediato, avevano un intento didattico, didascalico, divulgativo ma anche etico. Spingevano all’eroismo, al patriottismo, alla divisione fra male e bene, com’era nella sensibilità dell’epoca, ci rendevano desiderosi di sapere, di esplorare, di viaggiare, di leggere, di approfondire, suscitavano domande e la voglia di andare oltre a ciò che i sensi mostravano.

Così si presenta ai lettori il primo volume: “I Quindici (…) non è un trattato né un’enciclopedia, né un sillabario, né un manuale scolastico. Tuttavia i vostri bambini e fanciulli troveranno in essa la realtà nei suoi molteplici aspetti e impareranno innumerevoli cose: impareranno, speriamo, a leggere meglio, cioè a raccogliere, con intelligenza, esatte nozioni e buone emozioni”. (Volume 1 pag. 6)

Ecco dichiarato il doppio intento: insegnare ed emozionare, avvicinare alla conoscenza attraverso il coinvolgimento, la commozione, la partecipazione.

E, sempre nell’introduzione, possiamo cogliere la spinta al progresso, all’elevazione sociale e spirituale, che era tipica di quegli anni e che portava gli operai a studiare alle scuole serali per diplomarsi, per innalzarsi al di sopra della massa ignorante: “I bambini desiderano veramente apprendere e capire. Non è forse vitale che essi imparino, come e meglio del papà, della mamma e dei fratelli maggiori, se questo è appena possibile?

E chissà quanti talenti letterari, quanti orecchi ritmici, non siano stati incoraggiati dalla lettura di Racconti e fiabe e Poesie e Rime, due volumi che insegnavano ad amare le parole, spronando la fantasia, il senso del reale ma anche del magico, del mistico, del fantastico, con poesie tratte dalla cultura di tutto il mondo, con brani di Pascoli, Belli, Wanda Bontà, Cardarelli, Carducci, D’Annunzio, De Amicis, Fucini, Ada Negri, Palazzeschi, Pezzani, Saffo, Ungaretti?

Le poesie erano ridotte e riadattate per i bambini, secondo una moda che tendeva alla condensazione dei classici per l’infanzia, ma anche dei best seller per adulti, sulla scia di Selezione del Reader’s Digest che pubblicava "riassunti" di romanzi della letteratura contemporanea, concentrando in 20/30 pagine l'intera trama, salvando alcune descrizioni e dialoghi dell'originale.

Ciò che la raccolta de I Quindici si proponeva, rispecchiava in pieno l’ideale di un’intera epoca: “creare una generazione migliore, aperta alla bellezza, alla verità, alla bontà”. Quello di bontà è un concetto che ritroviamo anche nel jingle iniziale delle contemporanee fiabe sonore della Fabbri.

Forse perché influenzati dai programmi ministeriali della DC, a loro volta fortemente condizionati dalla chiesa cattolica, non ci si vergognava allora a parlare di bontà e di onestà, a considerarle valori da trasmettere alle generazioni future, fini cui tendere per il miglioramento del singolo individuo e, di conseguenza, della società tutta.

Non sarebbe male se, ogni tanto, qualcuno se ne ricordasse anche oggi.

The salesman of Childcrafti rang the door, well dressed and with a briefcase. It was the early sixties, the serial instalments invaded the houses, a sign of an emancipation within everyone's reach, of a tangible social progress made up of concrete things, such as cars, holidays, the bottled wine, the refrigerator, the kids' TV. Intimidated housewives and grandparents made him sit in the good living room, offering coffee and spirits. With dignity and refinement, he opened his briefcase and showed new samples of books that would mark an entire generation, stimulating curiosity and imagination, forging the taste of many of us.

Childcraft was widespread from the mid-sixties to the mid-seventies.

The perplexed parent or grandfather barely dared to point out that the boy / girl still could not read but the fierce representative had ready the photo of the hippopotamus as big as six bathtubs, taken from Life around us, showing how the books were full of intuitive figures and immediate understanding.

The encyclopedia was made up of fourteen thematic volumes, aimed at children up to 10 years old - boys of that time, who did not know Ipad and playstation and were used to going to bed after Carosello - plus a volume dedicated to parents (You and your child ) which was very successful given the scarcity of writings on the subject then available.

 

 

The books were characterized by multicolored backs that created an unmistakable and recognizable rainbow from a distance on the home shelves, and it is precisely this edition, the first and mythical, that we refer to here, the others - black on cream, gold on black, and, again, partially multicolored (2006) - they do not have the same evocative impact.

 

Nobody can forget the number nine, which can be identified by the upper edge that is tattered and dirty from too much use. The children used it continuously to make everything from bookmarks to pen holders made with clothespins, to American sweets like scones, that nobody abroad knew what they were but they made so much modernity, whereas modern, then, was synonymous with progress.

The fifteen colorful volumes covered the arch of knowledge, directing the users towards all aspects of the surrounding world. Some opened their eyes to the wonders of science and technology, others stimulated interest in history, nature , geography .

The volumes were called "the books of how and why", they explained complicated concepts in a simple and immediate way, they had a didactic, popular but also ethical purpose. They pushed heroism, patriotism, the division between evil and good, as it was in the sensitivity of the time, made us eager to know, to explore, to travel, to read, to deepen, they aroused questions and the desire to go further to what the senses showed.

 

"Childcraft(...) is not a treatise nor an encyclopedia, nor a syllabary, nor a school manual. However, your children will find reality in its many aspects and will learn countless things: they will hopefully learn to read better, that is, to collect, with intelligence, exact notions and good emotions ".

 

Here is the double intention: to teach and excite, to approach knowledge through involvement, emotion, participation.

And we can grasp the push for progress, for social and spiritual elevation, which was typical of those years and which led the workers to study in the evening schools to graduate, to rise above the ignorant mass.

 

“Children really want to learn and understand. Is it not vital that they learn, s better than dad, mom and older brothers, if this is as soon as possible? "

 

And who knows how many literary talents, how many rhythmic ears, have not been encouraged by the reading of fairy tales and Poems and Rhymes, volumes that taught to love words, spurring the imagination, the sense of reality but also of the magic, of the mystic, of the fantastic, with poems drawn from culture all over the world, with passages by Pascoli, Belli, Wanda Bontà, Cardarelli, Carducci, D'Annunzio, De Amicis, Fucini, Ada Negri, Palazzeschi, Pezzani, Saffo, Ungaretti.

The poems were reduced and adapted for children, according to a fashion that tended to condense the classics for children, but also the best sellers for adults, on the heels of the Reader's Digest Selection that published "summaries" of novels of contemporary literature, concentrating the whole plot in 20/30 pages, saving some descriptions and dialogues of the original.

 

What the collection of Childcrafti proposed, fully reflected the ideal of an entire era: "to create a better generation, open to beauty, truth, goodness".

Perhaps because influenced by the ministerial programs strongly conditioned by the Catholic Church, we were not ashamed then to speak of goodness and honesty, to consider them values ​​to be transmitted to future generations, for the improvement of the individual and consequently of the whole society.

It would not be bad if, occasionally, someone remembered it even today.

Come eravamo: I Quindici
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