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In giro per il Molise con le fotografie di Flaviano Testa: Ferrazzano

14 Febbraio 2016 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #luoghi da conoscere

In giro per il Molise con le fotografie di Flaviano Testa: Ferrazzano

Inizierò a raccontare di Ferrazzano parlando del suo più illustre cittadino d’oltremare: Robert De Niro. Già perché è certificato che il luogo dal quale partirono i nonni paterni Giovanni Di Niro e Angiolina Mercurio alla fine del XIX secolo è proprio questo paese del Molise che ha assegnato all’attore la cittadinanza onoraria e lui ne è stato così grato da aver richiesto l’iscrizione nelle liste elettorali del Comune. Durante una puntata di “Domenica in”, qualche anno or sono, gli furono consegnate le chiavi del paese e, vedendo le fotografie dei luoghi, non poté nascondere una grande commozione. Il legame con le sue origini è così saldo che, scrivono i biografi, De Niro scambia la lingua italiana con il dialetto di Ferrazzano che sentiva parlare in casa sua dai nonni. In origine il cognome della famiglia era Di Niro, ma a causa di un errore di trascrizione dovuta probabilmente al fatto che in inglese la "e" si pronuncia "i", il cognome fu trasformato in De Niro.L’ associazione “C’era una volta Ferrazzano”, che ha sede in paese, ospita una rassegna di film dedicata all'attore che ogni anno viene invitato ma che non è mai riuscito a partecipare. Ha acconsentito però a registrare come protagonista un cortometraggio ispirato alle emigrazioni, girato a Ellis island, l’isolotto di New York che è stato per decenni il punto di approdo degli immigrati che, sbarcati negli Stati Uniti, vi venivano inviati in quarantena.

Negli ultimi anni si accostano nella rassegna cinematografica del “Ferrazzano Festival” anche i film del grande Totò, poiché anche lui vantava un’appartenenza ai luoghi. Il castello della famiglia Carafa, situato al centro del borgo, sarebbe stato in passato di proprietà dell’aristocratica famiglia De Curtis e l’attore rivendicava fra i suoi blasoni uno stemma situato appunto all’interno del castello.

Ora che abbiamo fatto un po’ di gossip, tanto di moda, passiamo a parlare di Ferrazzano, ridente paesino, di circa 3400 abitanti, che sorge in provincia di Campobasso. Borgo medievale costruito su una roccia, la pietra bianca è la caratteristica di tutti gli edifici, si è conservato architettonicamente quasi intatto per secoli con le case attaccate l'una all'altra, fra numerosi vicoli e tortuosi saliscendi.

Per la sua posizione dominante sulla vallata circostante è chiamato “la sentinella del Molise” o, più confidenzialmente, “lo spione”, poiché sembra guardare, scrutare, vigilare tutto il territorio, in realtà era punto di riferimento sicuro e preciso per il viandante.

Situato a pochi chilometri dal capoluogo, si affaccia su un’altura circondata da una fresca pineta da cui si gode un panorama che spazia dalla catena delle Mainarde a quella del Matese, fino alla Maiella, oltre che sulla città di Campobasso e, più o meno dalla stessa altitudine, (superiamo gli 800 metri sul livello del mare), guarda il castello Monforte, il monumento che domina il capoluogo molisano dal suo centro storico. Le due località sono collegate da una panoramica pista pedonale, un percorso “della salute” frequentato da tutti i cittadini.

Nella parte antica di Ferrazzano, dove diversi sono i portali con incisi stemmi, date e motti latini, si segnala la chiesa di Santa Maria Assunta, pare ricostruita nel XIII secolo su un preesistente edificio di culto risalente al 1005 e poi radicalmente trasformato nel XVIII secolo; alla seconda fase costruttiva si attribuiscono il notevole portale romanico, la lunetta sul battistero e lo splendido ambone all’interno, dove si può ammirare anche un pulpito del 1200 di scuola pugliese.

Altro edificio di pregio è il quattrocentesco castello summenzionato, appartenente alla famiglia Carafa, che presenta evidenti tracce di successivi interventi. Nell’Antiquarium sono conservati, fra gli altri, sculture e frammenti architettonici, antiche testimonianze della storia ferrazanese e del suo territorio.

Al termine della salita che porta al centro del paese vi è un magnifico belvedere da cui si gode uno splendido panorama e da cui si affacciava Luigi Antonio Trofa, poeta e narratore molisano, che già nel 1928 pubblicò RIME ALLEGRE, "Scorribanda scapigliata nella politica, nell'arte e nelle varie manifestazioni di vita locale".

Ferrazzano è un paese ricco di antiche tradizioni, non ultima quella dei suonatori di mandolino, della lavorazione del tombolo, un pizzo fatto a mano con il sapiente intreccio di appositi ferri, in paese vi è una scuola permanente che insegna a conservare questa antica tradizione. Inoltre è presente da qualche anno l’ Associazione folcloristica “lu Passarielle” che, con costumi d’epoca, canti e balli tipici, porta a conoscenza del pubblico molisano, e non solo, i balli e i canti di antica tradizione, come “il ballo dell’aia”, una specie di saltarello che riscuote grande successo di pubblico e di adesioni ai corsi.

Ferrazzano ospita uno dei più piccoli e bei teatri italiani, il teatro del Loto (libero opificio teatrale occidentale) il cui direttore artistico e fondatore è Stefano Sabelli, attore molisano che lasciò la sua terra a 18 anni per frequentare l’accademia di arte drammatica. Ritornando nel suo paese si è proposto come scopo, attraverso il teatro, la missione di far approdare nella incantevole cornice ferrazzanese culture di tutto il mondo e di offrire ai giovani una nuova possibilità di crescita con la scuola propedeutica di arte scenica.

La campagna circostante è ricca di zone rurali e gli abitanti amano conservare la loro identità culturale. L’economia di un paese costruito con testardaggine su una roccia, pietra su pietra, non poteva essere che l’agricoltura alla cui quotidiana fatica ha dedicato intere esistenze di generazione in generazione.

È attiva sul territorio l’associazione “Arca Sannita” che si adopera per recuperare il patrimonio arboreo autoctono del Molise e, un po’ come l’arca di Noè, ha salvato dall’estinzione semi di piante oramai quasi scomparse, di frutti, legumi e cereali: antiche piante di fico e ulivo, peri e meli. In Molise oggi, grazie a questa attività, ci sono 70 tipi diversi di pere e 90 di mele.

Ricca di sapori conseguentemente è la gastronomia di Ferrazzano, da ricordare la produzione di insaccati, più famosa la soppressata, di latticini, con caseifici che lavorano latte di produzione del luogo e la cui specialità è la pasta filata, quindi mozzarella e cacio cavallo. Piatti tipici sono pizza e minestra, alimento molto povero, fondamentale nell’antichità, a base di granturco, fagioli con le cotiche, pasta e ceci rigorosamente cucinati con pasta fatta in casa. Sugo con le tracchiole (costolette di maiale) per condire i famosi cavatelli molisani. La colazione dei contadini era la ciambotta a base di peperoni, pomodori e salsiccia, trippa cace e ova, cipolle arracanate, che sono cipolle gratinate con mollica di pane, rustico a base di formaggio “lu caciatiello”, e poi i dolci come le famose ferratelle, le pastarelle, i pepatelli e le zeppole, il tutto bagnato da un buon vino locale la tintilia di uva nera.

Franca Poli

In giro per il Molise con le fotografie di Flaviano Testa: Ferrazzano
In giro per il Molise con le fotografie di Flaviano Testa: Ferrazzano
In giro per il Molise con le fotografie di Flaviano Testa: Ferrazzano
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In giro per il Molise con le fotografie di Flaviano Testa: Ferrazzano
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