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Hemingway nei luoghi di Hemingway

22 Settembre 2015 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #luoghi da conoscere

Hemingway nei luoghi di Hemingway

Il mojito lo ha inventato Hemingway: acqua, limone, rum e hierba buena. Lo sorseggio alla Bodeguita del medio, nel centro dell’Habana Vieja, dove lo scrittore si fermava a bere e chiacchierare. La Finca Vigia è chiusa per restauri, ma ho visitato la camera dove alloggiava all’Ambos Mundos. Ho visto la sua macchina per scrivere sotto una teca di vetro, la foto col marlin appena pescato, e, sul letto, un’ingiallita edizione in lingua spagnola de Il vecchio e il mare.

Quando viaggio amo portarmi dietro libri a tema. L’anno scorso, a Mosca, giravo con Il maestro e Margherita, di Bulgakov, quest’anno in valigia ho messo Avere e non avere. Pubblicato nel 1937, ambientato fra Key West – Florida - e Cuba, si snoda su un mare sporco di sargassi, azzurro come gli occhi di una bella ragazza al mattino presto, grigio verde al tramonto. La trilogia di Harry Morgan è basata su tre racconti trasformati in un unico romanzo con lo stesso protagonista, il virile Harry, massiccio e dai tratti somatici vagamente tartari, contrabbandiere per necessità.

C’è molta avventura alla Hemingway, ma anche un po’ di timido socialismo tenuto a freno, quasi un anticipo di istanze che sfoceranno poi nella rivoluzione del Che. Ma, soprattutto, c’è l’occhio dello scrittore, spietato e compassionevole, capace di cogliere ed analizzare quello che lo circonda, in un tentativo, mai completo e sempre letterario, di riproduzione mimetica del vero. L’autore recupera ciò che sente raccontare nei bar del L’Avana e lo adatta a sé, rielaborando la materia a favore della finzione narrativa. Il suo è un mondo di uomini duri, che bevono, fumano, pescano, si nutrono di emozioni forti, non sempre condivisibili, come la caccia e le corride. Uomini che uccidono se serve, ma lo fanno senza compiacimento e con fastidio, con una specie di laconica pietà. Maschere di finta indifferenza alla Humphrey Bogart, interprete, insieme a Lauren Bacall, di Acque del sud (1944), libero adattamento cinematografico del romanzo. Questi uomini, un po’ pirati anche nel cognome, alla fine, sanno pure morire. Ma un uomo da solo, come afferma Harry, “un uomo da solo non può. “One man alone ain’t got… no chance”.

C’è pure un tocco di metaletteratura, c’è uno scrittore che vede un personaggio (la moglie di Harry) e ne immagina la vita sbagliandola completamente, pensando che quella donna non sia amata dal marito, il quale, invece, sta facendo tutto per lei e per le figlie. Perché al mondo c’è chi ha e chi non ha. Ci sono i debosciati ricconi proprietari degli yacht, con le loro angosce private, e i poveri pescatori, gli operai, c’è gente che beve per noia e gente che lo fa per disperazione.

Molte cose sono pensate ma di detto abbiamo ben poco, è il solito stile implicito, conciso e inarticolato di Hemingway, così bello, così imitato e così inimitabile.

Hemingway nei luoghi di Hemingway
Hemingway nei luoghi di Hemingway

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