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Bologna la rossa? No, gialla e noir

18 Aprile 2015 , Scritto da Alessandro Alberti Con tag #alessandro alberti

Bologna la rossa? No, gialla e noir

Bologna la grassa per la sua ottima cucina, la dotta perché ospita la prima Università ad essere fondata in Europa, la rossa, per il colore delle sue case al momento in cui fu edificata, ma anche la gialla, la noir. Quest’ultima indicazione cromatica è relativa all’ampia produzione di libri oltre che di fiction poliziesche, ambientate nella città felsinea. Una città che ha non solo gli aspetti più goderecci, con i locali aperti fino a tardi, i circoli Jazz, la musicalità che scorre tra le strade e i suoi ampi e lunghi porticati. La buona cucina che implementa l’appetito. O la cultura derivante dalla sua storia, dai suoi musei, dalle sue bellissime espressioni architettoniche. Bologna ha anche un’aspetto che si presta al genere giallo o noir. Con l’intreccio dei canali sotterranei che attraversano la città, densi di inquietudine per chi deve seguire una pista che risolva un caso e che ispirano molte inchieste, ma anche quei portici talvolta oscuri, i vicoli e i negozi più nascosti di vecchi antiquari, che si spingono in improbabili tortuosi percorsi dentro il cuore degli antichi palazzi. Dove la notte e la nebbia, creano un clima adatto alla narrazione di eventi misteriosi. Dove l’agguato sembra adeguarsi perfettamente nelle numerose zone d’ombra. Molti autori del genere giallo sono di Bologna, proprio per questa sua predisposizione all’enigma, alla verità da scoprire, in un terreno inquietante e allo stesso tempo ricco di spunti per trame avvincenti. Molto sta anche alla capacità dello scrittore di rendere questi paesaggi cittadini terreno per inchieste, basate sulla razionalità. Perché il giallo è soprattutto razionalità. Tra i grandi scrittori di questo filone letterario si possono annoverare Loriano Macchiavelli con la sua celebre serie di racconti che hanno avuto Sarti Antonio della Questura di Bologna come principale protagonista. L’autore riesce a raccontare i mutamenti sociali della città, anche e soprattutto grazie alle inquiete reazioni della sua creatura letteraria. I mutamenti di Bologna, con molte strade che adesso non hanno più le stesse abitazioni di allora, come via S. Caterina, dove vive Rosas amico del poliziotto. l’immigrazione e il conseguente cambiamento degli usi e dei costumi. Mutamenti sociali ma anche politici che accompagnano Sarti Antonio, che spesso impreca contro la città e la sua realtà. Ma anche il personaggio che per me resta più carismatico, quel Poli Ugo archivista e fascista della medesima Questura, al quale l’autore ha dedicato due libri, un racconto e alcune apparizioni nelle indagini di Sarti. Un cosiddetto asociale ma molto intelligente e acuto investigatore, che riesce ad arrivare a chiudere pratiche definite come irrisolte, ma che si rivelano risolte in modo errato per superficialità e frettolosità. Molto fervida anche la collaborazione con Francesco Guccini, col quale Macchiavelli ambienta le sue storie, soprattutto sull’Appennino Tosco-Emiliano. Carlo Lucarelli ben noto nell’ambiente soprattutto noir, per le sue indagini televisive e anche di scrittore affermato. Tra i suoi personaggi più conosciuti possiamo annoverare il Commissario De Luca, che inizia la sua avventura in periodo fascista e termina la sua serie in quattro libri editi da Sellerio. La Rai ne farà una fiction così come per l’Ispettore Coliandro, altro personaggio creato da Lucarelli, che riscuoterà un notevole successo in termini di share, con ben quattro serie tv. Da ricordare che diversi anni prima anche Sarti Antonio ebbe una sua serie televisiva dal titolo Un poliziotto e una città. A seguire molti altri autori che se non bolognesi hanno comunque scelto la città delle due torri per ambientare i loro racconti, siano essi gialli, thriller o noir. A cominciare da John Grisham anch’esso affascinato dall’aria di mistero del capololuogo emiliano. Per non dimenticare Roberto Casadio, Guido Mascagni, Massimo Fagnoni, Eros Drusiani, Gianni Materazzo e molti altri. Questa grande attrattiva per gli autori fa serenamente affermare che il poliziesco italiano, tramite Bologna, trae linfa vitale per la sua produttività in termini editoriali ma anche cinematografici. Il connubio tra fantasia e realtà ha permesso alla città di essere denominata del giallo. E di misteri Bologna ne ha ancora da scoprire e da rendere noti agli appassionati lettori.

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