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“Il lupo intorno a noi. Convivere con l’animale più affascinante e incompreso dei nostri boschi”

9 Dicembre 2014 , Scritto da Marco Lucchesi Con tag #marco lucchesi, #natura

“Il lupo intorno a noi. Convivere con l’animale più affascinante e incompreso dei nostri boschi”

Dal nostro inviato Marco Lucchesi

…e questa volta farò il cronista…di me stesso!

Insomma: la scorsa settimana (più o meno) a Livorno si è parlato di lupo

“Oh quella? Ocché a Livorno c’è i lupi?! Sììì ma velli a du’ gambe!”

E invece sì, a Livorno, o meglio sulle colline che contornano la città, da Pian di Rota a Rosignano, ci sono i lupi. Animali mitici, mitizzati e chiacchierati come non mai di questi tempi.

La conferenza è stata opera del WWF locale, coadiuvato dalla Cooperativa Biodiversi (http://www.biodiversi.it/) che nella nostra città è una realtà interessante, unendo la didattica e l’educazione ambientale, alla cultura alimentare, alla conoscenza del nostro territorio dal punto di vista naturalistico e storico.

Lo scopo dell’incontro non era tanto il parlare del “lupo a Livorno” (qui da noi la specie è “seguita” dalla provincia, con gli agenti della polizia provinciale, ma non è stata pianificata una vera e propria indagine condotta con metodologia scientifiche) quanto per portare a conoscenza della cittadinanza di alcune illuminanti esperienze, condotte da professionisti che si occupano di diversi aspetti del “mondo lupo”: la sua ecologia e il suo comportamento, la questione legata all’ibridazione con il cane, i conflitti con le attività umane come la pastorizia e la caccia, i problemi connessi al traffico illegale di esemplari selvatici ed alla loro gestione “normativa” ed infine le azioni che vengono svolte per rimettere in salute individui che, per loro sfortuna, hanno avuto incontri troppo ravvicinati con la nostra specie e stavano per rimetterci le zampe! Molti argomenti per un pomeriggio che si è svolto anche attraverso interventi da parte del pubblico, alla fine di ogni comunicazione, ed ha consentito quindi una buona interazione tra i professionisti presenti e gli interessati, a diverso titolo, della materia trattata.

Hanno parlato:

Mia Canestrini, naturalista e tecnico del Wolf Apennine Centre, ufficio specializzato sul lupo del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano (tra le regioni Toscana ed Emilia Romagna e le province di Lucca, Massa Carrara, Parma e Reggio Emilia), che ci ha raccontato della sua esperienza pluriennale in questa struttura che fa da “polo di aggregazione” tra molte realtà, pubbliche e private (province, regioni, parchi, associazioni, ecc..) che si occupano per svariate ragioni del lupo e cerca di standardizzare sia le metodiche di studio e gestione della specie, sia l’approccio verso di essa. Il WAC agisce attraverso i finanziamenti dei progetti Life da parte dell’Unione europea, regala cani da “guardiania” (i famosi e temuti pastori maremmani!) agli allevatori per difendere le proprie greggi e gli fornisce persino crocchette biologiche (grazie all’accordo che ha con società produttrici del settore), segue lupi curati da centri specializzati re-immessi in natura tramite la tecnica della telemetria satellitare, sensibilizza l’opinione pubblica portando il lupo “in piazza” con la struttura mobile del PalaLupo, sede di incontri e conferenze, di accordi, di proiezioni riguardanti la specie e di spettacoli a tema per i più piccoli…fa tutto ciò e molto altro…Mia mi perdonerà se non dico tutto!

Duccio Berzi, tecnico forestale e fondatore dell’associazione Canislupus Italia, uno dei massimi esperti di un argomento noto da secoli, ma tornato attuale in questi ultimi anni: la convivenza tra la specie predatrice lupo e le attività pastorali, ovvero l’eterno conflitto tra il lupo e la pecora (…o meglio tra il lupo e chi alleva la pecora!). Duccio ha prima studiato l’ecologia del lupo, cominciando ad usare foto trappole auto prodotte, poi si è specializzato in un ruolo difficile e rischioso, quello di colui che cerca, tramite progettualità e tecniche di prevenzione, di gestire il conflitto (perché di vero e proprio conflitto si tratta) tra un animale che agisce secondo la sua “ecologia trofica”, cioè fa il suo “mestiere” di cacciatore, e un mondo, quello della zootecnia, sempre più relegato ai margini della nostra società, la cui economia già di sussistenza può essere messa a dura prova dall’azione naturale del lupo. Duccio parlando con i pastori, consigliandoli nell’uso dei cani da guardiania, affiancandoli nella predisposizione di recinzioni e ricoveri per le pecore li protegge, protegge la loro attività di sostentamento….ma così facendo protegge anche il lupo, facendo sì che non “si cacci nei guai” con le proprie zampe…

Elisa Berti, responsabile del Centro Recupero Animali Selvatico di Monte Adone (sui colli bolognesi), è invece il “cappuccetto rosso” salva lupi! Infatti a Monte Adone lei e la sua famiglia da una parte gestiscono un’area dove vengono collocati per brevi periodi o per tutta la vita animali esotici, strappati allo scellerato traffico che nel mondo si fa di essi dall’azione del Corpo Forestale dello Stato, ma dall’altra fanno da vero e proprio “ospedale” per animali in difficoltà, con problemi fisici dovuti a incidenti di vario tipo, ma spesso legati a sfortunati incontri con l’uomo. In questo contesto Elisa è riuscita a creare con la passione, il lavoro duro e con il contributo di imprenditori “illuminati”, una delle maggiori strutture per la cura e la riabilitazione di individui di lupo (Progetto “Just Freedom”), formata da recinti all’aria aperta di diverse dimensioni, una piccola clinica per gli interventi quotidiani e stanze di degenza. Da Elisa sono passati lupi sfortunati o già dati per morti, che poi hanno ricominciato ad avere una vita e, re-immessi quando possibile in natura si sono ripresi, con il suo aiuto, una libertà che pareva perduta…

E poi?

E poi ho parlato un po’ anch’io.

Ho parlato del progetto che, con Paola Fazzi…anche lei biologa e sognatrice di professione, stiamo seguendo per il Parco Regionale delle Alpi Apuane, monti meravigliosi e pieni di contrasti, di ombre ipogee e di luce delle vette. Monti che vedono il ritorno del lupo dopo, si calcola, un secolo di assenza!

…mah…che vi devo dire di quel che ho detto…de…non mi sono mica sentito?

Ascoltate voi e poi mi riferirete!

Mi trovate su qualche cresta…fate un fischio e scendo giù!

ML

Nel link sottostante i video della conferenza

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