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La zozzetta che è in noi

4 Maggio 2014 , Scritto da Mari Nerocumi Con tag #mari nerocumi, #erotismo

La zozzetta che è in noi

Una sera, dato che Whatsapp non funzionava (tutta colpa di Zuckerberg, secondo me), mi sono data al tweet compulsivo, specie sulle battute finali del festival di San Remo.

Nell’altra stanza c’era mio marito, perso nel pc come non lo vedevo da moooolto tempo….

- Bah… – mi sono detta – starà dietro a una delle sue solite ricerche antropo-sociologiche…. -

Di solito le sue “ricerche antropo-sociologiche” si riducono a stare su Youtube ad ascoltare presunti rapper, sconosciuti ai più, che vomitano testi improponibili o sedicenti cartomanti che, oltre alle carte, non sanno mettere assieme due parole per farsi capire…tutto per farsi due risate, grasse e snobbine, dall’alto delle sue tre lauree…

Ieri sera invece il bastardone faceva una ricerca di tutt’altra natura… (appurato con lavoro di intelligence informatica dopo che il fedifrago digitale è andato a letto…)

Allora che sia chiara una cosetta!!!

Uomini che fate la stessa cosa che ha fatto mio marito ieri sera…, tanto per mettervi al corrente, noi donne non siamo poi così cretine…pollastre sì, ma cretine no.

Quando, voi uomini, chiudete una pagina internet dai contenuti discutibili, se aveste un minimo di furbizia in più, andreste almeno a cancellare le pagine incriminate dalla cronologia dei siti visitati…

Ma noooo dite… tanto chi se ne accorge… la cosa meglio nascosta è quella lasciata in bella vista e bla bla bla…

- Tsk Tsk! – come direbbe Pippo e poi – Sgrunt! – come direbbe Paperino!

Una volta nascondevate il giornaletto “Le ore” sotto il materasso, oggi guardate siti porno e manco vi scomodate a non farvi beccare!

Si, avete capito bene signore, ho pescato, seppure in differita, quel porco di mio marito a guardare una zozzetta che si toglieva le mutande e se le infilava nel suo stesso orifizio… (quello generatore per intenderci), un’artista, a suo modo…

E ho pensato – … ma che c’avrà più di me sta zozzetta? -

- Quel pezzo di merda… una mancanza di rispetto così… devo fargliela pagare a quel bastardo… Ma sarò più brava di lui, non gli dirò che l’ho scoperto, sarò molto più subdola…glielo farò scoprire pian piano, la vendetta è un piatto che va servito freddo – ho pensato a caldo…

Nel frangente che la rabbia montava, ho visto quello che la zozzetta faceva all’attore maschile nel filmato e oltre a provare un certo languorino o meglio “voglia di qualcosa di buono” (tipo la contessa dei Ferrero rocher che poi, pure lei, mica ce l’aveva allo stomaco il languorino…), ho avuto un flash illuminante…

Perché chiamiamo i nostri uomini porci se guardano ‘ste cose?

Perché ce la prendiamo così tanto con loro?

Perché ci sembra un’offesa da lavare col sangue de ‘sti poracci?

Perché guardano con lussuria (ossia sbavando) altre donne e ne immaginano di goderne le lubriche attenzioni… mi direte voi

Ma noi non facciamo lo stesso lasciandoci avvincere dal bondage di Christian e Ana? Non vorremmo essere noi a firmare il contratto che Ana firma perché Christian ci faccia tutte quelle belle cosette, da emerite sottomesse che vorremmo essere?

Ma allora …non è la stessa cosa? Perché usare due pesi e due misure? Perché accusarli di porchitudine quando ne siamo affette noi per prime?

E se nelle previsioni più rosee, i nostri uomini desiderassero che fossimo proprio noi a fargli quelle cosette lì…?

Ebbene signore dopo questa accurata riflessione il video me lo sono guardato attentamente anch’io ... certo mettere in pratica quelle cosette andrebbe oltre i tempi consentiti per le nostre prestazioni usuali…però a turno una cosetta alla volta si può fare…

E per ottemperare in pieno la par condicio io e mio marito abbiamo lanciato la monetina … la sorte ha voluto che iniziasse lui…pazienza…mi sottometterò (ops) con sacrificio alla sua volontà…

Per i più curiosi… lui preferisce la cera bollente ma a smorzare la candela ci ho pensato io…

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