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IN GIRO PER BOLOGNA: IL PALAZZO, LA PROFEZIA E IL PAPA

24 Febbraio 2014 , Scritto da Franca Poli Con tag #franca poli, #luoghi da conoscere

La maggior parte delle case antiche di Bologna aveva il portico con le colonne in legno. Col tempo le colonne vennero rivestite con mattoni o sostituite integralmente da strutture in cotto. In un gran numero di documenti della fine del XVII secolo e degli inizi del XVIII risulta come, in occasione di richieste di ristrutturazioni, i proprietari di edifici venissero invitati a sostituire le colonne in legno con elementi in pietra (arenaria o, appunto, cotto). Era in passato prassi consolidata quella di interporre tra la base della colonna in legno e la superficie del suolo un blocco di selenite, pietra che, per la bassissima porosità, proteggeva così il legno dalla risalita capillare dell’acqua piovana. Aggirandosi tra le vecchie case della città troviamo un palazzo, situato in via del Monte n. 8, che venne costruito tra gli inizi e la metà del XVI secolo su disegno di Jacopo Barozzi, detto il Vignola, per volere della ricca famiglia Boncompagni. Un palazzo che ha all’interno affreschi di pregio, colonne e capitelli in arenaria attribuiti ad Andrea Marchesi da Formigine, e che aveva nel portale l’elemento più importante e prezioso. Alcune foto di Alinari (primi anni del ‘900) mostrano le colonne, i capitelli e le decorazioni della casa ancora in un buono stato di conservazione. Nel 1960 il portale era ancora integro, mentre oggi, a causa degli inquinanti atmosferici, è molto deteriorato. C’è un’antica profezia, una delle tante che hanno scandito la vita dei cittadini bolognesi, che riguarda questo palazzo. Pare che un veggente avesse previsto, in tempi non sospetti, che quella casa sarebbe divenuta la dimora di un Papa. La profezia si avverò e questa costruzione, oggi nota come palazzo Benelli, infatti deve la sua importanza maggiormente al fatto che fu residenza di un Papa bolognese. Dentro quelle mura, nel 1502, ebbe i natali Ugo Boncompagni, figlio di un commerciante benestante. Ugo crebbe tra discreti agi, si laureò in legge, esercitò l’attività di docente, condusse una vita abbastanza spregiudicata ed ebbe anche un figlio senza contrarre matrimonio, che chiamò Giacomo. All’età di 36 anni, improvvisamente, si convertì. C’è chi è disposto a giurare che fu una scelta cinica, perché proprio allora il Senato cittadino gli aveva rifiutato un aumento di onorario come docente. Comunque, vocazione o no, Ugo intraprese la carriera ecclesiastica e divenne prete all’età di 40 anni e dopo trent’anni era addirittura salito al soglio pontificio col nome di Gregorio XIII. E la profezia sulla sua casa natale si era avverata. Ancora oggi questo Papa è ricordato come uno dei più importanti della storia moderna. Fu un energico promotore della Controriforma, in opposizione alla Riforma Protestante e fece istituire il calendario gregoriano, ancora universalmente in uso, che sostituì quello giuliano. Fu proprio in seguito alla sua nomina che venne affisso sull’architrave del portale di palazzo Boncompagni lo stemma papale a tutto tondo con l’arme della casata. Papa Gregorio, all’avanguardia su molte cose, fu mecenate degli esponenti più “illuminati” della comunità scientifica della sua epoca e aiutò il filosofo matematico Girolamo Cardano ad ottenere una cattedra all’Università di Bologna. Sotto il suo pontificato ci fu grande impulso allo sviluppo della scienza e delle arti, che favorì apertamente, sostenendo le idee e il lavoro di molti uomini di cultura. Contemporaneamente, come tutti i Papi era interessato al consolidamento del potere temporale della Chiesa e si fece promotore anche del movimento che, dopo il massacro di San Bartolomeo, nel 1572, dilagò per tutta la Francia portando all’uccisone per mano dei cattolici, di oltre trentamila persone, indiscriminatamente fra uomini e donne, di fede calvinista. Un vero olocausto, definito dagli storici, con buona pace di molti che hanno solo memorie recenti ,“il peggiore dei massacri religiosi del secolo” ( H.G. Koenigsberger- G.L. Mosse – C.Q. Bowler ). Una volta divenuto Papa Gregorio XIII, fece anche un’altra cosa per cui viene ancor ricordato, legittimò il figlio Giacomo e lo nominò comandante delle Guardie pontificie a Bologna. Si racconta che il cardinale Borromeo, che lo aveva caldamente sostenuto durante il Conclave, non fu d’accordo con lui in questa “circostanza” così lontana dai parametri religiosi e gli rinfacciò che se lo avesse saputo non avrebbe caldeggiato la sua nomina. Per niente intimidito, pare che Gregorio rispondesse: “Non ve ne fate cruccio, lo Spirito Santo lo sapeva benissimo eppure ha permesso la mia elezione!” 

STATUA DI PAPA GREGORIO XIII ,PARTICOLARE DEL PALAZZO COMUNALE DI PIAZZA MAGGIORE

STATUA DI PAPA GREGORIO XIII ,PARTICOLARE DEL PALAZZO COMUNALE DI PIAZZA MAGGIORE

PALAZZO BONCOMPAGNI

PALAZZO BONCOMPAGNI

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