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Silenzio

15 Febbraio 2014 , Scritto da Lorenzo Campanella Con tag #lorenzo campanella, #filosofia

Silenzio

Tante volte perdiamo un sacco d’occasioni per restare in silenzio. C’è una pratica del Silenzio. Anche il Silenzio ha un rumore. Anche il rumore è un silenzio. Oltre il Silenzio, c’è un Dialogo Interiore. Un Dialogo tra mondi interiori, che vanno a realizzare un universo d’emozioni. Tutte le urla, tutti i pianti, svaniscono. Forse, anzi, è probabile, che il rancore continui ad abitare nell’animo. Questa è fisiologia dell’anima. L’anima senza vendesi. Il Silenzio è tramonto delle speranze. Il Silenzio si sviluppa nel Bene. Creare il Silenzio significa volere, avere consapevolezza. La Consapevolezza è un silenzio che urla, ma che sta muto, zoppo come un cavallo da corsa. Il Silenzio c’è, quando si vorrebbe pensare. Riflettere, pensare, non sono condizioni o situazioni raggiungibili se si pratica il Silenzio. Forse mi sbaglio, ma è lì il gioco della Consapevolezza, dello stare al Mondo. Il Silenzio sta nel chiedere Scusa. Una semplice parola, cinque lettere. Sembra semplice, non è così. Praticare il Silenzio è diverso dal Praticare Indifferenza. L’Indifferenza è Maligna. Il Silenzio aiuta a costruire. Anche in un Dialogo di monologhi assenti, di operatori evanescenti, quello che comunica uno sguardo è tutto. Il tutto in quello che potrebbe sembrare un niente. Tutto e Niente non esistono, sono parole. Nel Silenzio quelle parole sono svuotate, svestite. Nell’Indifferenza l’Anima si venderebbe. Nel Silenzio l’Anima non si vende, anzi, conquista un Dialogo.

Manca il Silenzio. Mancano le Urla.

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