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"Piccole Donne", il trascendentalismo di Louisa May Alcott

24 Gennaio 2013 , Scritto da Patrizia Poli Con tag #poli patrizia, #recensioni, #saggi

Little Women, 1869

di Louisa May Alcott

Collins Classics 2010

 

pp. 286

3,50

La regione intorno a Boston era semplice e genuina campagna.“Lì”, afferma il Cunliff, “l’aspirante scrittore poteva vivere con pochissimo, coltivando un pezzo di terra per trarne il necessario al proprio sostentamento […] e facendo di tanto in tanto un viaggio a Boston per prendere libri in prestito, o incontrarsi con un editore.[…] fu in quella cerchia di comunità colte e intimamente collegate, nei dintorni di Boston, che apparve il fenomeno del trascendentalismo, termine impreciso e difficilmente attribuibile ad una qualsiasi fra le figure di maggior rilievo del tempo.”

Si tratta di scrittori imbevuti di filosofia kantiana, convinti di vivere in un universo benefico, in collegamento con la natura, di sostanziale stampo romantico ed in costante movimento verso la perfezione, ottenibile, per altro, solo in America. Fu Emerson a formulare con maggior completezza la teoria trascendentalista. Fra i tanti appartenenti al movimento, dallo stesso Emerson a Thoreau, a Hawthorne, a Whitman, c’era anche Amos Bronson Alcott, padre di Louisa May, l’autrice di Piccole Donne.

Louisa May nasce a Germantown in Pennsilvania nel 1832, poi si trasferisce a Concord, a ovest di Boston, con la famiglia, la seconda di quattro sorelle. Cresce in un ambiente “illuminato e progressista”, fieramente abolizionista e vive la realtà della Guerra Civile. Il padre fonda una scuola conosciuta per le sue idee rivoluzionarie, dove si applica il principio del rispetto della spontaneità del fanciullo.

Così Silvano Ambrogi descrive Louisa, come la si coglie in un ritratto:

“La vediamo all’angolo di una scrivania, con un vestito ad ampie, lunghissime gonne, una candida e voluminosa pettorina arricciata, capelli ondulati e gran crocchia alla nuca, insomma l’aspetto di una signora della buona società del tempo. Il braccio appare del tutto disteso, con languore quasi dannunziano, ma la grinta viriloide fa da aperto contrasto: lo sguardo infossato, che punta diritto davanti a sé e la bocca strettamente serrata. La penna appare fra le dita impugnata come fosse uno stiletto o una pistola.

Amos Bronson trasforma la casa in un cenacolo trascendentalista, frequentano il salotto Thoreau, Hawthorne ed Emerson.

Louisa fa scuola alle figlie di quest’ultimo e ha libero accesso alla biblioteca, dove legge di tutto, da Platone a Dickens, il suo idolo, che incontrerà durante un viaggio sul vecchio continente e di cui ricreerà Il circolo Pickwick, attraverso la società segreta fondata per gioco dalle protagoniste del suo libro più famoso.

Lavora come infermiera, si ammala di tifo, scrive molti libri di successo, contenenti tutti gli elementi dei classici romanzi d'appendice ottocenteschi, con avventure gotiche ed eroine tragiche. Durante un viaggio in Europa come dama di compagnia - descritto nella seconda parte di Piccole donne, quella che in Italia è stata pubblicata come Piccole donne crescono – vive un amore con un musicista che diventa il Laurie del romanzo. Morirà nel 1888, per un’infreddatura, mentre corre al capezzale del padre senza sapere che egli è deceduto due giorni prima.

Pubblicato nel 1869, e poi nella versione completa nel 1880, Piccole donne si rifà alla vita che si svolgeva in casa Alcott/March, negli anni della formazione delle quattro sorelle e ci offre con immediatezza l’immagine dell’America nella seconda metà dell’Ottocento. Delle quattro ragazze, solo Beth conserva il nome originario e, come la sfortunata sorella minore di Louisa, anche lei morirà (anche se non nella prima parte).

Ognuna delle protagoniste ha una personalità spiccata e differente dalle altre, benché cresciute tutte nello stesso ambiente e sotto l’occhio vigile e saggio della madre. Fin dal loro primo apparire sulla scena, i termini usati per riferirsi a ciascuna di esse indicano subito i loro caratteri, le modellano e le fanno risaltare agli occhi del lettore.

Christmas won’t be Christmas without any presents’ grumbled Jo, lying on the rug.

“It’s so dreadful to be poor!” sighed Meg, looking down at her old dress.

“I don’t think it’s fair for some girls to have plenty of pretty things, and other girls nothing at all”, added little Amy, with an injured sniff.

“We’ve got father and Mother and each other”, said Beth contentedly, from her corner.

 

In queste prime righe c’è già tutto il romanzo, i pregi e i difetti delle sorelle, le mancanze che condizioneranno la trama, il loro modo di agire, di porsi, le loro movenze.

Jo, il maschiaccio, sta sdraiata sul tappeto. Per lei l’autrice sceglie il verbo grumbled, brontolò, a fissarne fin dal principio il carattere bellicoso.

La romantica e saggia Meg, (sighed) sospira sulla ricchezza che non può avere che la condurrà in tentazione.

La viziata e capricciosa Amy si presenta con un injured sniff, “un offeso tirar su col naso”, mentre per la buona Beth, che timidamente se ne sta in un angolo, è usato l’avverbio contentedly, cioè con contentezza, appagamento, mansuetudine.

Il personaggio principale è Josephine (Jo) March, nella quale la Alcott si rispecchia. Tramite lei, l’autrice dà voce al suo femminismo, protestando contro le ingiustizie subite dalle donne. Jo è un ragazzaccio, la sua unica bellezza sono i capelli, di cui si priverà in un impeto di generosità. Goffa e sgraziata, impulsiva e furiosa, capace di alternare slanci e collere, sogna di andare all’università, di combattere al fianco del padre nella Guerra Civile. È l’intellettuale di casa, la scrittrice piena di fantasia che compone le sue novelle e le legge in soffitta alle sorelle.

Seguendo gli insegnamenti del padre Amos, la Alcott crede profondamente in Dio e nella possibilità di migliorarsi, di compiere una sorta di pellegrinaggio in vita verso la trascendenza, la sublimazione e il perfezionamento, di cui è simbolo il libriccino regalato a Natale dalla madre alle figlie. Ciò comporta una lotta per tutte e quattro le ragazze, ma soprattutto per Jo, che ha il carattere più difficile. Le sarà di grande aiuto e conforto scoprire che anche la madre, all’apparenza infallibile, ha dovuto come lei combattere e per tenere a freno e riformare la propria natura. Alla fine il bene trionferà sulle debolezze, sulle invidie, sui capricci e le sorelle si ritroveranno più unite che mai. Alla fine il cammino trascendente del pellegrino sarà compiuto.

 


 

The region around Boston was simple and genuine countryside. "There," says Cunliff, "the aspiring writer could live with very little, cultivating a piece of land to get what he needed for his livelihood [...] and doing occasionally a trip to Boston to borrow books, or to meet with a publisher. [...] it was in that circle of cultured and intimately connected communities, near Boston, that the phenomenon of transcendentalism appeared, an imprecise term and difficult to attribute to any among the most important figures of the time.”"

These are writers imbued with Kantian philosophy, convinced of living in a beneficial universe, in connection with nature, romantic and in constant movement towards perfection, obtainable, moreover, only in America. It was Emerson who formulated the transcendentalist theory more completely. Among the many members of the movement, from Emerson himself to Thoreau, Hawthorne, Whitman, there was also Amos Bronson Alcott, father of Louisa May, the author of Little Women.

Louisa May was born in Germantown in Pennsilvania in 1832, then moved to Concord, west of Boston, with her family, the second of four sisters. She grows up in an "enlightened and progressive" environment, fiercely abolitionist and lives the reality of the Civil War. The father founded a school known for his revolutionary ideas, where the principle of respect for the spontaneity of the child is applied.

This is how Silvano Ambrogi describes Louisa, as captured in a portrait:

"We see her at the corner of a desk, with a dress with large, very long skirts, a white and voluminous curled bib, wavy hair and a large bun at the nape of the neck, in short, the appearance of a lady of the good society of the time. The arm appears fully extended, with almost D'Annunzio's languor, but the viriloid determination makes an open contrast: the sunken look, which points straight ahead and the mouth tightly closed. The pen appears between the fingers as if it were a stiletto or a pistol. "

Amos Bronson transforms the house into a transcendentalist cenacle, frequenting Thoreau, Hawthorne and Emerson.

Louisa teaches the latter's daughters and has free access to the library, where she reads everything from Plato to Dickens, her idol, whom she will meet during a trip on the old continent and of whom she will recreate The Pickwick circle, through secret society founded as a game by the protagonists of his most famous book.

She works as a nurse, falls ill with typhus, writes many successful books, containing all the elements of the classic nineteenth-century appendix novels, with Gothic adventures and tragic heroines. During a trip to Europe as a lady of companionship - described in the second part of Little Women, the one that in Italy was published as Piccole donne, grow up - lives a love with a musician who becomes the Laurie of the novel. He died in 1888, from a cold, while running to his father's bedside without knowing that he died two days earlier.

Published in 1869, and then in the full version in 1880, Little Women refers to the life that took place in the Alcott / March house, during the years of the formation of the four sisters and offers us immediately the image of America in the second half of the Nineteenth century. Of the four girls, only Beth retains her original name and, like Louisa's unfortunate younger sister, she too will die (although not in the first part).

Each of the protagonists has a distinct and different personality from the others, although they all grew in the same environment and under the watchful and wise eye of the mother. Since their first appearance on the scene, the terms used to refer to each of them immediately indicate their characters, shape them and make them stand out in the reader's eyes.

"Christmas won’t be Christmas without any presents’ grumbled Jo, lying on the rug.

"It's so dreadful to be poor!" Meg sighed, looking down at her old dress.

"I don't think it's fair for some girls to have plenty of pretty things, and other girls nothing at all," added little Amy, with an injured sniff.

"We've got father and Mother and each other," said Beth contentedly, from her corner.

In these first lines there is already the whole novel, the strengths and weaknesses of the sisters, the shortcomings that will condition the plot, their way of acting, their movements.

Jo, the tomboy, is lying on the carpet. For her, the author chooses the verb grumbled, she grumbled, to fix its warlike character from the beginning.

The romantic and wise Meg, (sighed) sighs about the wealth she cannot have that will lead her into temptation.

The spoiled and capricious Amy presents herself with an injured sniff, "an offended sniffle", while for the good Beth, who shyly stands in a corner, the adverb contentedly is used, that is, with contentment, contentment, meekness .

The main character is Josephine (Jo) March, in which Alcott is mirrored. Through her, the author gives voice to her feminism, protesting against the injustices suffered by women. Jo is a bad boy, his only beauty is his hair, which she will deprive herself of in a surge of generosity. Clumsy and impulsive and furious, capable of alternating impulses and anger, she dreams of going to university, of fighting alongside his father in the Civil War. She is the intellectual of the house, the writer full of imagination who composes her stories and reads them in the attic to her sisters.

Following the teachings of her father Amos, Alcott believes deeply in God and in the possibility of improving herself, of making a sort of life pilgrimage towards transcendence, sublimation and improvement, which is symbolized by the little book given by her mother to the daughters at Christmas . This involves a fight for all four girls, but especially for Jo, who has the most difficult character. It will be of great help and comfort to discover that even the mother, apparently infallible, had to fight like her and to keep in check and reform her own nature. In the end, good will triumph over weaknesses, envy, whims and the sisters will find themselves more united than ever. Eventually the pilgrim's transcendent journey will be accomplished.

 

 

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