Overblog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
signoradeifiltri.blog (not only book reviews)

Il rispetto della legge.

11 Marzo 2013 , Scritto da Adriana Pedicini Con tag #adriana pedicini, #saggi

 

Nell'ultimo capitolo difensivo dell'Apologia di Socrate, il filosofo non si comporta neppure ora da imputato. Horror, direste voi! Aspettate! Anzi, quasi fosse un superiore dei suoi giudici, li invita a compiere il loro dovere, applicando la giustizia, indipendentemente da ogni altra considerazione.

Aveca detto che l'agire diversamente avrebbe guastato la reputazione di Atene; ma non si tratta solo dela reputazione, perchè, oltre ad essa, ne sarebbe andata di mezzo la giustizia. Non è giusto che l'imputato supplichi i giudici, e con le suppliche ne ottenga l'assoluzione; egli deve spiegar loro come stanno le cose.

 

 

Platone, Apologia di Socrate, Cap. XXIII e seg.

……..stimo che ilmio onore, il vostro e quello dell’intera città sarebbero compromessi se mi comportassi così alla mia età e con la reputazione che mi sono fatta, vera o falsa che sia, mache comunque presenta Socrate alla pubblica opinione come uno che si distingue in qualche cosa dalla maggior parte degli uomini. Ora se quelli tra di voi che si distinguono per sapienza, per coraggio o per qualche altra virtù si comportassero così, sarebbe certo una vergogna. E tuttavia ne ho visti molti, che pur sembravano uomini eccellenti,comportarsi davanti ai giudici in modo così sconveniente da destare meraviglia, credendo essi d’avere a soffrire chissà che cosa se morivano, come se, non condannandoli voi a morte, avessero a rimanere immortali. Costoro hanno certo disonorato la città perché hanno lasciato credere ai forestieri che in niente differiscono dalle donne

quegli uomini che in virtù dei loro meriti il popolo ateniese prepone alla magistratura e ad altri onorifici incarichi.

Non conviene dunque, o Ateniesi, fare tali cose a quanti di noi mostriamo di valere un poco, nè a voi converrebbe tollerarle se le facessimo; dovreste anzi fare chiaramente intendere che condannereste molto più gravemente colui che apparecchia tali scene pietose, rendendo ridicola la città, che non colui che mantiene un contegno dignitoso.

D’altronde, lasciando da parte la questione dell’onore, non mi sembra giusto, o Ateniesi, pregare il giudice, nè

tentare di sfuggire alla condanna con le preghiere, bensì informarlo dei fatti e persuaderlo. Giacché il giudice non

siede per amministrare secondo favore la giustizia, ma per giudicare secondo giustizia. Egli ha giurato infatti di

non favorire a suo capriccio il tale o il tal altro,ma di giudicare secondo le leggi. Non dobbiamo dunque nè abituarvi

noi a non tenere fede al giuramento, nè voi abituarvi da voi stessi; giacché non saremmo nè noi nè voi rispettosi

degli Dei.

Non vogliate dunque, o Ateniesi, che io faccia davanti a voi tali cose, che non giudico nè belle, nè giuste, nè

sante; tanto più, per Giove, che sono accusato di empietà da questo Melèto qui. Infatti, se io persuadessi voi a forza

di preghiere e facessi violenza al vostro giuramento, vi insegnerei a non credere agli Dei; e proprio nel cercare di

difendermi così mi accuserei chiaramente da me stesso, dimostrando che non credo negli Dei. Ma non è così; io

credo, o Ateniesi, negliDei, come nessuno dei miei accusatori; e lascio a voi e a Dio la cura di giudicarmi nel modo

che sarà meglio per me e per voi.

 

Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post