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Porchinstein

3 Aprile 2019 , Scritto da Umberto Bieco Con tag #umberto bieco, #racconto, #fantascienza

 

 

 

 

Sbarcò all'astroporto dove fu accolta da un entourage della CSK che la portò in un albergo a cinque nane gialle. Fu informata che Porchinstein era nella sua stanza e voleva vederla.

Vi fu condotta. Ora era faccia a faccia con il suo grugno.

«Eccoti cara» sbavò lui, divorandola con le fauci degli occhi, melliflui come piranha in uno stagno di miele.

«Hai avuto quello che volevi» disse avvicinandosi ulteriormente. «Forse è arrivato il momento di essere simpatica con me» aggiunse, tentando un sorriso soave, cosa che lo fece diventare ancor più un raccapricciante colabrodo di bave e acquolina.

Lei rimase impassibile. Lo guardò per qualche momento.

Poi proferì «Potremmo affrontare l'argomento dopo il mio discorso di debutto. Ora sono stanca e necessito di concentrazione. Per il bene della CSK. E della Inoculazione Universale.»

Lui deglutì. Rischiando di soffocare. O annegare. Tentò di controllarsi.

Diventò paonazzo. Esplose.

«Maledetto pesce! Ne ho abbastanza della tua ritrosia. Non è più tempo di contrattare.»

E accompagnò queste parole con un brusco movimento del braccio destro, che condusse la sua mano verso il collo, dove era presente un bottone, e quel bottone fu premuto e il premerlo produsse un'improvvisa apertura del suo vestito. Si ruppe a metà, e le due porzioni cominciarono a cadere lateralmente sul pavimento, rivelando una progressiva nudità.

Quell'essere era una discarica di pustole, verruche, foruncoli, ruvidi superfici epidermiche da cui spiccavano brancolanti tentacoli, tenaglie, ventose e chele. Il tutto innaffiato di abbondante muco e viscidume. Forse significava che era bramoso, se non smanioso.

«Sei meraviglioso, Orrido» gli sorrise lei con, non avrei dubbi, sincera ammirazione.

«Mi è davvero difficile resisterti, ma, come detto, sono molto stanca. È davvero il caso che vada» e s'indirizzò risolutamente verso la porta automatica bilaterale startrekiana.

«Credimi. Tu non stai andando da nessuna parte» ringhiò lui arrancando verso di lei. Ma inciampò goffamente sul vestito afflosciato ai suoi piedi, o zampe, la qual cosa concesse a Miss Inoculo tutto il tempo per raggiungere l'uscita con assoluta calma: poi, una volta nel corridoio, si girò a guardarlo. Si era rialzato, si era avvicinato con due occhi spaventosi e stava per uscir fuori anche lui – e del resto in parte lo era già.

«Beh, buonanotte caro. Mi raccomando, pensami» gli disse lei con semplicità, e premette un pulsante sulla parete.

La porta elettronica si richiuse con decisione sul tentacolo del signor Orrido Porchinstein.

 

Continua...

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